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Luigi Calesso sulla sicurezza dei poliziotti: "Dubbi su taser, manganelli e kriss malesi"

"Il nodo sta proprio qui: nel considerare il ruolo della polizia locale a servizio dei cittadini e non delle 'smanie sceriffiste' di qualche amministratore locale"

TREVISO "Il problema della sicurezza degli agenti della polizia locale è sicuramente questione di cui l'amministrazione cittadina deve occuparsi, a tutela dei propri dipendenti, a maggior ragione se è in preoccupante aumento il numero di casi in cui l'incolumità degli operatori viene messa seriamente a rischio. Ho l'impressione, però, che il problema non sia la dotazione degli agenti ma il tipo di compiti che viene loro affidato" a dirlo Luigi Calesso.

"Per quanto riguarda i taser, indipendentemente dalla valutazione sull'utilità dello strumento e sulla opportunità del suo utilizzo, su cui ci sono molte discussioni aperte in Europa e nel resto del Mondo, il problema è quello della reale possibilità di una risposta positiva da parte del Ministero dell'Interno alla richiesta del sindaco di dotarne la polizia locale di Treviso - continua Calesso - La cosa mi pare francamente improbabile visto che la sperimentazione dell'utilizzo del taser, secondo il decreto in vigore, è limitata all'utilizzo di 30 apparecchiature in tutta Italia, da parte di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, in undici città già definite (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi). Tra l'altro, mi pare che queste città siano caratterizzate, almeno nella maggior parte dei casi, da dimensioni e da problemi di criminalità ben diversi da quelli di Treviso".

"Se, poi, la normativa nazionale vieta che gli agenti della polizia locale siano dotati di manganelli, più che chiedere una improbabile modifica delle leggi in vigore c'è da chiedersi se la volontà del legislatore non sia quella di escludere per la polizia locale l'utilizzo in contesti per i quali le forze dell'ordine sono dotate, appunto, di manganelli - chiosa Calesso - E' da valutare, insomma, se la polizia locale non sia una 'polizia di stato in sedicesimo' ma abbia una prevalenza di funzioni diverse, appunto, da quelle di poliziotti e carabinieri. Probabilmente, per la polizia locale si deve puntare maggiormente su quella presenza costante nel territorio che ha funzione di deterrenza, più che sulla repressione dei fenomeni di criminalità, l'agente della polizia locale va visto più con un poliziotto di prossimità a servizio dei cittadini che non come un investigatore che si occupa di pedinamenti e appostamenti".

"E' indubbio che liberar personale da questi compiti permetterebbe una presenza più capillare e costante della polizia locale nei quartieri. A mio avviso, è necessario, in buona sostanza, ripensare al ruolo della polizia locale: certo questo implicherà meno sequestri di stupefacenti, meno 'azioni' e 'retate' e, con queste, meno photo opportunity per il sindaco con agenti e cani antidroga. Ma il nodo sta proprio qui: nel considerare il ruolo della polizia locale a servizio dei cittadini e non delle 'smanie sceriffiste' di qualche amministratore locale" conclude Calesso.

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