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Cannabis sativa, il Veneto approva la mozione per il rilancio della filiera

Martedì 20 aprile il Consiglio regionale ha approvato la mozione presentata dai consiglieri Cristina Guarda, Andrea Zanoni, Francesca Zottis, Elena Ostanel ed Erika Baldin

«Speriamo che questa mozione possa rappresentare un cambio di marcia e che finalmente la Giunta si attivi presso Governo e Parlamento per il rilancio della filiera della canapa sativa in Veneto. Ne abbiamo parlato più volte nella scorsa legislatura, siamo tutti d’accordo nel sostenere il settore, adesso è l’ora di passare ai fatti. È una pianta adatta alle nostre zone, amica del clima e sostenibile, non servono pesticidi e ha bisogno di molta meno acqua del mais, un tempo molto diffusa e coltivata in Veneto».

Così Andrea Zanoni e Francesca Zottis, consiglieri regionali del Partito Democratico e firmatari della mozione sul rilancio della filiera della canapa sativa, commentano l'approvazione del provvedimento da parte dell’assemblea di Palazzo Ferro Fini. «La canapa è utile nel settore dell’edilizia, nei comparti tessile, alimentare, dell’artigianato e addirittura dell’energia. Oggi però manca totalmente l’industria della trasformazione. Visti gli indirizzi della Next Generation Eu, è proprio qui che il Veneto dovrebbe investire, per un’agricoltura sostenibile ed al passo con le esigenze dettate dall’emergenza ambientale e climatica». Erika Baldin del Movimento 5 stelle aggiunge: «La nostra mozione impegna la Giunta a chiedere il rilancio del settore a livello nazionale ed il superamento dei limiti che a livello nazionale limitano il settore della canapa sativa, dopo che il Decreto del Ministero della Salute del 15 ottobre 2020, poi sospeso da successivo decreto, ha disposto l’inclusione delle ‘composizioni per somministrazione ad uso orale ottenuto da estratti di Cannabis nella tabella dei medicinali».

Anche +Europa Veneto ha aderito all'iniziativa chiedendo la legalizzazione della coltivazione domestica della cannabis. «Legalizzare la coltivazione domestica della cannabis significa togliere i consumatori dalle piazze di spaccio e colpire le mafie che gestiscono questo immenso businnes. Al tempo stesso, significa rendere più sicure le sostanze usate, liberare il sistema giudiziario da cause inutili e adottare misure alternative al carcere per aiutare il reinserimento delle persone tossicodipendenti. Oggi sono oltre 6 milioni gli italiani che fanno uso di cannabis ogni anno, il 10% della popolazione, ma le loro richieste vengono troppo spesso ignorate. Così, sono costretti a rivolgersi nelle piazze di spaccio, affidandosi alla criminalità organizzata e consumando cannabis contaminata con sostanze nocive per la loro salute».

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