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Venerdì, 23 Febbraio 2024
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Ucraina: «A Treviso accoglienza profughi nel caos»

Il Pd all'attacco: «Il sindaco Conte e il presidente della Provincia dicono no alla proposta della Prefettura di utilizzare i soldi raccolti con le donazioni per aiutare le famiglie che ospitano i rifugiati»

A fronte di circa 7mila profughi già arrivati in Veneto, 3.700 dei quali a Treviso e di una previsione di 50mila arrivi nelle prossime settimane, sono 9.231 i posti letto messi a disposizione dai cittadini veneti e 1.200 quelli attivati finora dalla Regione.

Venerdì 25 marzo il Partito Democratico di Treviso è intervenuto sulla questione accoglienza con parole dure nei confronti del sindaco Mario Conte e del presidente della Provincia, Stefano Marcon: «Ad un mese dallo scoppio della guerra a Treviso l’unica certezza è il caos» commentano i vertici del Pd provinciale. «La soluzione individuata percorre sempre la stessa strada: caserme, cooperative, alberghi. In barba a tutti i cittadini che hanno già accolto e/o messo a disposizione stanze e case per i rifugiati. Il rifiuto di firmare una convenzione proposta dalla Prefettura per sostenere i privati tramite le donazioni raccolte da Caritas, manca di totale rispetto verso chi ha già dato la disponibilità ad ospitare e va a ledere i diritti e la dignità dei rifugiati. Va considerato, infatti, che i posti disponibili in hub, cooperative ed alberghi sono nettamente inferiori rispetto al numero dei rifugiati già giunti nel territorio. Figuriamoci se potranno coprire le necessità delle ulteriori migliaia di rifugiati in arrivo nei prossimi giorni e settimane».

Secondo il Pd provinciale: «Hub, cooperative e alberghi sono, inoltre, una soluzione del tutto inadeguata rispetto al fatto che l’85% dei rifugiati sono donne e bambini a cui servono luoghi tranquilli per riprendersi dai traumi della guerra, della separazione dalla famiglia e dal viaggio affrontato. Non può essere una soluzione, inoltre, mettere donne e bambini che non hanno parenti ed amici qui a Treviso, in mini o maxi-hub già destinati ad altri rifugiati. Come non può essere una soluzione quella di allontanare dagli hub persone di altre nazionalità che, pur avendo un lavoro, non riescono a trovare abitazioni in affitto. Non esiste ancora, inoltre, un’unica pagina web di riferimento (i riferimenti sono sparsi in più pagine) e dei documenti a disposizione dei cittadini che spieghino in modo chiaro e possibilmente in più lingue (suggeriamo inglese, ucraino e russo) quali siano le procedure da adottare per l’accoglienza. Si sa solo che a gestire i dati tra cittadini rifugiati e abitazioni messe a disposizione sarà la Provincia di Treviso, sulla base dei dati raccolti da Comune, Prefettura e Caritas. È un muro di indifferenza e scarsa comunicazione quello che hanno trovato i rifugiati arrivando a Treviso - concludono i vertici del Pd - da parte dell’amministrazione comunale e del sindaco Mario Conte, che non ha mancato di partecipare a manifestazioni per la pace a favor di telecamera per poi dileguarsi di fronte alle domande ed ai bisogni di associazioni e cittadini rimpallati da un’istituzione all’altra senza trovare alcuna risposta concreta. Un muro di indifferenza che cozza in modo brutale con la solidarietà dimostrata da tutta la popolazione» concludono.

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