Domenica, 25 Luglio 2021
Politica Centro / Via Roma

Via Roma, cartelli anti degrado: "Attenzione, zona di spaccio"

Il comitato "Prima i trevigiani" ha riempito la zona della stazione delle corriere di Treviso con una serie di cartelli per tenere alta l'attenzione sugli episodi di degrado avvenuti nelle ultime settimane

I cartelli posizionati da "Prima i trevigiani"

Il comitato "Prima i trevigiani" continua a tenere alta l'attenzione su ordine e sicurezza nella zona di Via Roma e Via Orioli. Dopo aver diffuso le immagini di vetrine divelte a suon di calci, negozi trasformati in orinatoi e insulti alle forze dell'ordine da parte di spacciatori e cittadini stranieri, il comitato ha tappezzato la zona della stazione delle corriere con una serie di cartelli per segnalare la pericolosità del quadrante a pochi passi dal centro storico.

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"Attenzione, zona di spaccio e violenta" oppure "La legge non è uguale per tutti". Queste le scritte che si possono leggere sui cartelli affissi in Via Roma. "In questo quadrante gli immigrati possono commettere reati senza essere puniti" scrivono i membri del comitato. Il presidente di "Prima i trevigiani", Leonardo Campion, si è fatto portavoce dell'iniziativa: «Il comitato ha deciso di appendere in via Roma dei cartelli per segnalare ulteriormente il degrado che vive la zona e per invitare la cittadinanza a ribellarsi contro questa situazione. La zona della stazione è dei trevigiani non di immigrati e spacciatori» conclude Campion.
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L'iniziativa non ha mancato di sollevare polemiche in città: Luigi Calesso, portavoce di "Coalizione Civica per Treviso" commenta l'iniziativa con queste parole: «Trovo assolutamente intollerabili i cartelli affissi nella zona di via Roma e via Orioli dal comitato “Prima i trevigiani” con scritte inqualificabili. I contenuti dei cartelli si commentano da soli e non è certo necessario approfondire il rapporto tra queste affermazioni e l’origine di estrema destra del comitato - afferma Calesso - Dopo aver annunciato le loro “ronde”, “Prima i trevigiani” ha appeso (in barba a qualunque regola) dei cartelli che contribuiscono solo ad allarmare sulla situazione nella zona e, quindi, a favorire un'ulteriore diminuzione della frequentazione da parte di persone che possono essere potenziali clienti di negozi ed esercizi pubblici. Mi aspetto che il sindaco - aggiunge Calesso - diversamente per quanto ha fatto per l’annuncio delle “ronde” rispetto a cui ha taciuto, “batta un colpo” prendendo le distanze da una iniziativa di stampo puramente propagandistico e che nulla ha a che fare con gli interventi necessari per risolvere i problemi di quella zona della città.

In ogni caso - continua il portavoce - ribadisco che il sindaco dovrebbe cogliere l’occasione per condannare nettamente anche l’annuncio delle “ronde”: si tratta, ovviamente, di una iniziativa inaccettabile, sia per la sua natura (le uniche “ronde” possibili sono quelle delle forze dell’ordine deputate a garantire la sicurezza dei cittadini) sia per le espressioni con cui è delineata dal comitato che l’avrebbe avviata e che vanno dal “Stiamo vivendo una forma di razzismo autorizzato e politicamente corretto a discapito dei trevigiani, residenti e commercianti, ma soprattutto dei semplici cittadini.” al più chiaro “Gli immigrati che popolano la zona, rendendosi protagonisti di spaccio ed aggressioni, si permettono ogni libertà, in barba alle regole.” fino allo “Stop ai negozi etnici”. Non si scherza né con la sicurezza dei cittadini né con le regole della democrazia: le “ronde”, di qualsiasi segno politico siano, sono inaccettabili ancor più dei cartelli affissi in queste ore».

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