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Caso Caserma Serena: la lista Civicasier lascia il Consiglio Comunale in protesta

Assurdo, a loro dire, presentare un ordine del giorno sulla questione delicata degli immigrati senza prima aver avvisato i Capigruppo o le Commissioni, oltre alle singole minoranze

CASIER "La maggioranza di centrosinistra, giovedì, ha presentato nel Consiglio Comunale di Casier un ordine del giorno sulla questione immigrati, senza darne opportuno preavviso; non una mail, non un accenno in conferenza dei Capigruppo o in Commissione. Un ordine del giorno presentato all'ultimo secondo (ma evidentemente preparato giorni prima) con la pretesa della condivisione immediata". Inizia così il comunicato stampa del gruppo “CIVICASIER” che non ci sta e ha abbandonato, assieme alle altre minoranze, la seduta.

"Non si può avere l'arroganza di presentare un ordine del giorno su un tema così delicato senza dare i tempi necessari alle minoranze per formulare i necessari emendamenti" - dichiara il Capogruppo di CIVICASIER, Andrea Marton - Il sindaco Giuriati gioca sporco, forse vuole salvarsi la faccia sul problema locale dell'immigrazione, prima cavalca l'onda mediatica dell'accoglienza e adesso cerca di correre ai ripari prima che la bomba gli scoppi tra le mani, visto che con questo trend si arriverà presto a mille "ospiti". ”Avremmo preferito – continua Marton - un Consiglio Comunale ad hoc con relativa commissione per presentare un documento condiviso da tutto il Consiglio e non della maggioranza”. "Entrando nel merito, il testo richiama e sollecita ad altri le incombenze relative all’accoglienza degli immigrati. Da una amministrazione avveduta e responsabile ci si aspetta che faccia delle proposte per risolvere il problema che ci si porrà davanti quando gli assegnati al nostro territorio (si prevede nr. 3 ogni mille abitanti) dovranno trovare un alloggio, un lavoro, una dignità personale. Perché, dopo il loro riconoscimento, di rifugiati saranno abbandonati nel territorio del Comune di Casier".

"Attualmente sono inseriti in un C.A.S. (Centro di Accoglienza Straordinaria), così è definita la struttura attivata presso la Caserma Serena, assistiti e controllati dalle cooperative e poco incidono a carico dell’amministrazione, se non per la preoccupazione di mantenere l’ordine pubblico all’esterno - continuano gli esponenti della lista civica di Casier - Questi centri si definiscono “straordinari” perché dovrebbero essere delle strutture temporanee ed emergenziali, essere quindi complementari al sistema di accoglienza ordinario S.P.R.A.R. (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Si verifica quello che spesso in Italia succede, cioè il temporaneo e/o provvisorio diventa strutturale. Il sistema dei C.A.S. non funziona, perché è un sistema basato sull’emergenza e quindi non adeguato a rispondere a una necessità, quella dell’accoglienza, diventata strutturale. Non a caso uno dei problemi principali è legato alla formazione insufficiente degli operatori, che molto spesso facevano altro nella vita e sono stati poi impiegati all’interno di queste strutture".

"Una società civile si preoccupa di come accogliere e di come attivarsi per evitare che l’ospitalità diventi una necessità di sussidio continuo, senza sbocchi e che alla fine si tramuti, dopo aver concesso lo stato di rifugiati, in un abbandono dell’avente diritto del permesso di soggiorno, senza soluzioni di prospettive di accoglienza abitativa e lavorativa e in una condizione di precarietà e disagio, sia per il rifugiato che per la collettività. Rispetto a proposte di impegno e di progetti concreti questa amministrazione non batte un colpo: parole non soluzioni, così non si va da nessuna parte. Cosa può fare un piccolo comune come Casier? Il gruppo “CIVICASIER” è convinto che bisogna elaborare una strategia non ondivaga, (come fatto fino ad oggi e come si evince dalle comunicazioni del Sindaco nei Consigli Comunali del 31/07/15, 29/10/15, 28/04/16, 27/06/16 e 29/07/16), ma ferma e condivisa, attuandola con fermezza. Per esempio, provando a ribaltare questa logica dell’accoglienza attivando sul nostro territorio, magari in coordinamento con il comune di Treviso, il sistema S.P.R.A.R. (in possesso di tutta una serie di servizi, di standard e di garanzie, che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio), attraverso l’accesso volontario a bandi indetti dal Ministero degli Interni. Ciò garantirebbe in modo proporzionale alla popolazione e alla possibilità economica, l’attivazione di piccoli centri, integrati nel territorio, che facilitino da un lato l’accoglienza dei migranti e dall’altro l’accettazione da parte del territorio ospitante".

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