Ex caserma Serena, Zorzi polemizza con il Prefetto: «Dichiarazioni inaccettabili»

Il segretario provinciale del Partito Democratico: «Vogliamo dati e numeri, altrimenti si rischia solo di fare della propaganda xenofoba»

L'ex caserma Serena

«Trovo inaccettabili le dichiarazioni del prefetto Maria Rosaria Laganà e del presidente della Camera di Commercio di Treviso Mario Pozza alla stampa riguardo la situazione alla caserma Serena». A prendere posizione Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso. 

«Capisco che il prefetto Laganà abbia di fatto iniziato il suo servizio nella Marca con Salvini ministro dell'Interno e che quindi non fosse a Treviso durante gli anni in cui qui si praticava con successo l'esperienza degli Sprar – puntualizza Zorzi - Ma ricordo al Prefetto che un anno fa, a firma di un vastissimo schieramento di forze politiche e sociali del trevigiano, era stata inviata alla sua attenzione una lettera aperta, a sostegno, numeri alla mano, proprio di quello che i decreti Salvini stavano smantellando. Grazie a iniziative come gli Sprar e i Cas, più di mille richiedenti asilo in provincia di Treviso sono stati seguiti nei loro percorsi di accompagnamento da numerose realtà del volontariato e della cooperazione del nostro territorio, inseriti in piccoli gruppi, riuscendo a imparare la lingua, valorizzare le proprie competenze professionali e rendersi utili alle comunità che li hanno accolti. In quella lettera, accompagnata da un presidio proprio di fronte alla prefettura, avevamo già evidenziato tutti i rischi che poi si sono puntualmente verificati. L’avevamo detto che una volta usciti dai circuiti di accoglienza diffusa quelle persone si sarebbero ritrovate abbandonate a se stesse, ridotte a vivere di espedienti in situazioni di sempre maggiore degrado, facili prede del lavoro nero e del caporalato, o costrette dentro i due grandi centri della provincia, la caserma Serena a Treviso e la Zanusso a Oderzo».

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«Riguardo a Pozza – afferma Zorzi - se è convinto che sia giusto chiedere allo Stato i danni d'immagine per via del focolaio alla Serena, allora, dalla sua posizione di presidente, ci dica quanti sono gli albergatori che gli hanno comunicato disdette in questi giorni da ospiti preoccupati da quanto sta succedendo alla caserma di Dosson. Vogliamo dati e numeri, altrimenti si rischia solo di fare della propaganda xenofoba. E se intende fare propaganda, rinunci allora al suo ruolo istituzionale in un ente super-partes».

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