Casse di espansione a Ciano, Cunial contro Bottacin: «Rilegga le carte»

Tiene banco la polemica sul futuro del bacino di laminazione nel territorio di Crocetta del Montello. La deputata del gruppo Misto contro l'assessore: «Le alternative ci sono»

«Le affermazioni dell’assessore Bottacin, che continua a sostenere che il governo ad oggi non ha mai individuato una scelta alternativa alle casse di espansione a Ciano, dimostrano solo la sua mancanza di contezza su quanto già descritto nel Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso presentato ed approvato dal Consiglio dei Ministri. Piano formato e redatto dopo lunghi anni di studi dall’autorità di Bacino con precise indicazioni sulle modalità di intervento nel medio basso corso del Piave e adottato anche nel successivo documento redatto nel 2012 e pubblicato nel 2013 Piano stralcio per l'assetto idrogeologico dei bacini idrografici dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Piave e Brenta-Bacchiglione». 

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Ad affermarlo è Sara Cunial, deputata del Gruppo Misto in commissione Ambiente. «Il piano stralcio individua esattamente dove fare le casse di espansione dando una priorità determinata da dati tecnici elaborati dalla Autorità di Bacino – continua Cunial – L’analisi delle priorità è perfettamente descritta nel documento approvato dal Governo e pare stranissimo che l’assessore Bottacin non lo conosca. In relazione a quanto riportato, è possibile individuare ben quattro possibili soluzioni, che in ordine di preferibilità, vedono al primo posto Ponte di Piave. Questo per rimarcare ancora una volta come il governo, al contrario di quanto dichiara l’Ass. Bottacin, abbia indicato dettagliatamente e con dovute motivazioni i siti alternativi – spiega Cunial – Non si capisce quindi per quali ragioni tecniche ora si debba preferire il bacino di Ciano rispetto alle indicazioni definite dell’autorità di Bacino. Se poi – continua Cunial – si conviene sul fatto che non sono le viti del basso Piave un impedimento e l’escavazione delle ghiaie di Ciano un incentivo, se è vero come dice l’Assessore che “scavare materiale litoide oggi rappresenta un costo, non un interesse per qualcuno”, non si capisce per quale ragione si scelga un sito contro le chiare indicazioni del progetto votato dal Governo».

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