«A Padernello e Noale 280mila tonnellate di rifiuti stoccati illegalmente»

Al via il 27 novembre il processo contro Cosmo Ambiente per traffico illecito di rifiuti. Il consigliere Andrea Zanoni chiede alla Regione e al Comune di Paese di costituirsi parte civile

«Mercoledì 27 novembre si aprirà il processo contro Cosmo Ambiente per traffico illecito di rifiuti: la Regione ha intenzione di costituirsi parte civile vista la gravità del caso?» A chiederlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, annunciando anche un’interrogazione a risposta immediata sulla vicenda dell’azienda di Noale, con il sequestro da parte dei carabinieri forestali di Mestre di 280mila tonnellate di rifiuti, di cui ben 200mila nella cava Campagnole di Padernello di Paese.

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«Le accuse degli inquirenti sono gravi, ovvero aver miscelato materiale contaminato, contenente metalli pesanti, con altri materiali, in modo da diluire gli inquinanti e realizzare, con l’aggiunta di calce, leganti e cemento, aggregati da utilizzare nel campo dell’edilizia e dei lavori stradali. In alcuni casi è stata riscontrata anche la presenza di amianto, quindi è uno scenario di potenziale forte rischio per la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Mi aspetto che la Regione prenda posizione, come hanno fatto non solo quattro associazioni ambientaliste (Wwf, Eco-Istituto, Italia Nostra e Legambiente), ma anche il Comune di Noale. Da quello di Paese, invece, nessuna notizia. Ciò è inquietante visto che è il territorio maggiormente danneggiato! Speriamo che da qui al 27 novembre la Giunta Uberti decida senza ulteriori indugi di costituirsi parte civile. Ricordo che l’allora sindaco Pietrobon, oggi vice di Uberti, ha la gravissima responsabilità politica di aver siglato un accordo con persone indagate per reati ambientali dalla Procura distrettuale antimafia proprio per fatti avvenuti a Cava Campagnole. La Giunta comunale - evidenzia ancora Zanoni - scese a patti sottoscrivendo atti pubblici, ancora prima del maxi sequestro dei 200mila metri cubi di rifiuti portati illegalmente a Paese da 10mila camion, nonostante in quel sito fossero presenti 5mila metri cubi di rifiuti contenenti amianto già oggetto di sequestro penale, salvo poi fare marcia indietro proprio dopo il blitz dei Forestali. Dopo il danno, spero che per i cittadini di Paese non ci sia pure la beffa: le istituzioni adempiano a un loro dovere e si costituiscano parte civile».

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