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CementiRossi: il parlamentare M5S Federico D’Incà incontra il sindaco di Pederobba

Durante l’incontro il deputato è stato messo a conoscenza delle tempistiche e delle dinamiche dello studio epidemiologico: “Indagine che può definire i danni alla salute in molte realtà venete”

PEDEROBBA Il parlamentare del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà ha incontrato ieri, lunedì 28 agosto, il sindaco di Pederobba, Marco Turato, per approfondire i temi legati all’indagine epidemiologica relativa alle possibili ricadute sulla salute pubblica da parte dello stabilimento CementiRossi.

“Ho voluto incontrare di persona il sindaco di Pederobba – spiega D’Incà - per verificare quella che sembra essere una delle migliori prassi seguite da un Comune veneto per valutare la ricaduta in termini di salute, relativamente alla gestione dell'emergenza sociale legata alla richiesta della CementiRossi". L'azienda ha chiesto infatti di sostituire parte del combustibile utilizzato nel forno di produzione, integrando l’attuale pet coke con la plastica in sostituzione dei copertoni esausti che non andrebbero più bruciati. Durante l’incontro il deputato è stato messo a conoscenza delle tempistiche e delle dinamiche dello studio epidemiologico: il progetto si concluderà in meno di sei mesi e dovrebbe essere tenuto in considerazione dalla valutazione d’impatto ambientale provinciale per la concessione dell’uso del nuovo combustibile.

L'iter ha visto la scelta del professor Roberto Fornasier, già docente di chimica organica all’Università patavina e membro della consulta ambiente dello stesso Comune, che a sua volta, attraverso un attento protocollo, ha incaricato il medico e fisico Paolo Crosignani, già direttore dell'Istituto Tumori di Milano, per capire l'impatto delle emissioni dell’impianto della CementiRossi attraverso l'utilizzo delle cartelle cliniche dell'azienda sanitaria. “Sia Crosignani che Fornasier – sottolinea D’Incà – sono persone adatte e dal curriculum specchiato, preparate per fare chiarezza sulla situazione”. “La metodologia, già utilizzata da Crosignani in altre occasioni, a mio parere potrebbe essere replicata in futuro in molte altre realtà – avverte il parlamentare - definendo una volta per tutte se nel territorio veneto vi siano impianti che hanno prodotto danni alla salute dei cittadini”.
 
L’esponente del Movimento 5 Stelle approva quindi la scelta del sindaco di Pederobba, che ha dato seguito alla richiesta di 7 mila cittadini firmatari della petizione e della richiesta di un’indagine epidemiologica. “A questo punto il mio augurio è che si possa arrivare una procedura veloce e che il Comitato Etico dell’Ulss2 che si riunisce in questi giorni, chiamato in causa per deliberare relativamente alla privacy delle cartelle cliniche e l’accessibilità di Crosignani a tali dati – conclude il deputato - confermi la procedura, arrivando così al più presto a dare i primi esiti. Oltre a questo, come già confermato dai primi cittadini delle località limitrofe, credo sia opportuna la divisone dei costi dell'indagine tra i comuni interessati. La salute è di tutti, la salute non ha confini”.

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