Cementificio di Pederobba: "Vieti l’uso del petcoke senza un’adeguata indagine epidemiologica"

Il senatore Gianni Girotto ed il consigliere regionale Simone Scarabel (M5S): "Abbiamo presentato un emendamento da inserire nelle disposizioni contenute all’interno della Legge europea"

PEDEROBBA “Se i grandi impianti di combustione vogliono continuare a usare sostanze chimiche come combustibile, prima dobbiamo essere sicuri che quelle sostanze non siano pericolose per la salute umana. Per questo abbiamo presentato un emendamento da inserire nelle disposizioni contenute all’interno della Legge europea, che vieti l’utilizzo di elementi come il petcoke, senza un’adeguata indagine epidemiologica che escluda rischi per la salute”. Così il senatore veneto del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto.

“Perché se l’Unione europea invita gli Stati membri a limitare la costruzione di termovalorizzatori e impianti inquinanti per produrre energia, andando invece verso una vera economia circolare, in Italia permettiamo ancora l’utilizzo di sostanze pericolose per produrre energia?”, chiede ancora il rappresentante grillino. Il consigliere regionale del M5S Simone Scarabel spiega: “A ispirare l’emendamento M5S è il caso del comune di Pederobba, che dovrebbe avviare a breve un’analisi epidemiologica per verificare il reale impatto delle emissioni inquinanti sulla salute dei cittadini che vivono nei pressi del cementificio posto a poche centinaia di metri dalle case. L’aria che si respira lì attorno non è affare solo di Pederobba, ma anche di tutti i comuni limitrofi”.

"Ho seguito da vicino la vicenda - continua Scarabel - partecipando agli incontri dell'azienda e del coordinamento "Ariachevoglio", e manifestando con i cittadini della zona. Per vedere più chiaramente la situazione ho anche effettuato una richiesta di accesso agli atti volta a conoscere le autorizzazioni dell'impianto".

"Il nostro emendamento sancisce perciò il sacrosanto principio di precauzione e ha lo scopo di tutelare preventivamente le popolazioni coinvolte in attesa di un riscontro reale, che solo l’indagine in corso può garantire. Fino a quel momento, concludono Girotto e Scarabel, va sospeso l’utilizzo del petcoke – residuo solido prodotto dalla raffinazione del petrolio – in quell’impianto e in tutti quelli presenti sul territorio nazionale. Dobbiamo pensare prima di tutto al benessere dei nostri cittadini".

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