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Centralina sul Meschio: "Sono necessarie VIA e verifiche del Genio Civile per eviatare danni"

A dirlo sono stati, ancora una volta, Zanoni (PD), Guarda (AMP) e Bartelle (M5S): "L’impianto di San Giacomo di Veglia, realizzato dalla ditta Wels, è in funzione da mesi con tanti disagi"

VITTORIO VENETO Il caso dell’ennesima centralina idroelettrica sul Meschio, quella a Vittorio Veneto, approda a Bruxelles, grazie al consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni: “La scorsa settimana ho incontrato i funzionari della Direzione Ambiente della Commissione europea che si occupano della Direttiva acque, illustrando la situazione che sta preoccupando i residenti, per capire se ci sono violazioni alle regole comunitarie. Non dimentichiamo, infatti, che l’Italia è già sottoposta ad una procedura di pre-infrazione alle Direttive quadro Acque, Habitat e Via a causa delle numerose centrali idroelettriche che non garantiscono il minimo deflusso vitale d’acqua e che compromettono lo stato dei fiumi e la biodiversità”.

Mercoledì lo stesso Zanoni ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, firmata anche dalle consigliere Cristina Guarda e Patrizia Bartelle, che insieme all’esponente dem fanno parte dell’Intergruppo per il benessere e la tutela degli animali. “L’impianto di San Giacomo di Veglia, realizzato dalla ditta Wels, è in funzione ormai da mesi, con disagi crescenti soprattutto tra gli inquilini del complesso Ex Molino Farina, praticamente a ridosso della centrale elettrica. La turbina, infatti, è attiva 24 ore al giorno e per molte famiglie è diventato impossibile dormire a causa del rumore e delle vibrazioni dei pavimenti. Senza dimenticare che in alcune abitazioni cominciano ad apparire delle crepe”. Ma i problemi, secondo quanto riferito da numerosi residenti, non finiscono qua. Anzi. “L’immondizia resta imbrigliata fra le grate della turbina, dove sono stati rinvenuti diversi pesci morti per asfissia, a causa del funzionamento dell’impianto: saltano infatti in un’area senz’acqua e restano imprigionati. Ho ricevuto svariate foto ed è uno scenario disgustoso, oltre a comportare rischi igienici, visto che la spazzatura e i pesci sono un doppio richiamo per i ratti”.

Dopo le segnalazioni, ho effettuato sia un sopralluogo nei pressi della centrale che un accesso agli atti sia presso l’autorità dell’ex Genio civile e c’è qualcosa che non quadra: il decreto di rinnovo della concessione, firmato il 18 giugno 2014, prevedeva un obbligo di un deflusso minimo vitale (ovvero lo scorrimento di un minimo quantitativo d’acqua utile a garantire la sopravvivenza dell’ittiofauna) pari a 800 litri al secondo nel ramo principale del fiume Meschio e 300 al secondo nel cunicolo alla turbina. Passati appena due giorni, ecco il nuovo decreto che abbassa il deflusso minimo vitale da 800 a 500 litri nel ramo principale, quasi il 40% in meno!”.

“Inoltre– continua Zanoni – dalle informazioni che ho acquisito negli uffici regionali competenti, il progetto di riammodernamento della centrale idroelettrica non è mai stato sottoposto alla procedura di Valutazione di impatto ambientale. Chiediamo quindi alla Giunta Zaia di effettuarla, anche per ragioni di autotutela. Inoltre pensiamo sia necessaria una verifica, tramite il Genio Civile di Treviso, per capire se la ditta stia rispettando l’applicazione del disciplinare di concessione e se occorrono dei correttivi al progetto, per quanto riguarda sicurezza idraulica, incolumità dei cittadini che vivono nei pressi dell’impianto e tutela della biodiversità”.

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