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«Centri recupero animali selvatici, troppe differenze tra le varie province»

Per quanto riguarda il recupero di animali selvatici nel 2020 il totale è 5.345: si va dai 7 di Belluno ai 2.153 di Vicenza (1569 uccelli dei quali 574 liberati pari al 36%); nel mezzo ci sono i 309 di Padova (dei quali 116 liberati pari al 37%), Rovigo con 351, Verona a quota 840 (366 liberati, il 43% del totale) e Treviso con 1.685 (dei quali 677 liberati, ovvero al 40%)

«Dopo quasi un anno finalmente l’assessore Corazzari è venuto in aula con i dati sulle attività dei Centri recupero animali selvatici (Cras). Siamo soddisfatti per il resoconto provincia per provincia,  tranne il buco nero di Venezia, che ha tuttavia confermato le problematiche denunciate da noi, dalle associazioni ambientaliste e animaliste e dai cittadini: la Regione deve intervenire per garantire la massima operatività di queste strutture. In territori simili per vastità, caratteristiche ambientali e popolazione, c’è chi fa migliaia di interventi e chi neanche una decina, dobbiamo capire come mai. E, in ogni caso, è indispensabile aumentare i fondi per assicurare un servizio efficiente attivo h24 sette giorni su sette, evitando ad esempio che gli animali selvatici feriti restino agonizzanti in strada intere nottate, mentre i cittadini passino ore ed ore in attesa, telefonando inutilmente per allertare i soccorsi». Andrea Zanoni commenta così la risposta all’interrogazione ricevuta dall’assessore Corazzari in merito ai Cras del Veneto, sottoscritta a suo tempo dalle colleghe Anna Maria Bigon e Vanessa Camani, da Cristina Guarda di Europa Verde e dal portavoce dell’opposizione Arturo Lorenzoni. Per quanto riguarda il recupero di animali selvatici nel 2020  il totale è 5.345: si va dai 7 di Belluno ai 2.153 di Vicenza (1569 uccelli dei quali 574 liberati pari al 36%); nel mezzo ci sono i 309 di Padova (dei quali 116 liberati pari al 37%), Rovigo con 351, Verona a quota 840 (366 liberati, il 43% del totale) e Treviso con 1.685 (dei quali 677 liberati, ovvero al 40%). «Trovo grave l’assenza dei dati della Città metropolitana di Venezia anche perché quel territorio è oggetto di sosta, migrazione e riproduzione della fauna selvatica, in particolare di uccelli rari e in declino».

«Nella manovra di bilancio presenteremo emendamenti per correggere questa situazione. La Lombardia, per esempio, ha stanziato 700mila euro per un biennio, noi superiamo di poco  200mila euro l’anno. E proprio sul versante finanziamenti ai Cras, attendiamo ancora la risposta a un’interrogazione, presentata lo stesso giorno e con gli stessi firmatari, dove si richiede la ripartizione dei fondi”.

«Dobbiamo proteggere la biodiversità - sottolinea in chiusura - tema su cui il Veneto è indietro, come testimoniano gli obiettivi Onu come confermato da Veneto Sostenibile, a causa di agricoltura intensiva, cementificazione e cambiamenti climatici. I soldi per tutelare la fauna selvatica sono ben spesi, sicuramente meglio di quelli che la Regione continua a dare alle associazioni venatorie e sui quali sono in corso ben due indagini, una della Guardia di finanza e l’altra della Corte dei Conti».

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