Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Cerimonia fascista e dell'Anpi a Miane, il sindaco: «Serve memoria condivisa»

Domenica 14 febbraio le celebrazioni di Rsi e Anpi hanno sollevato dure critiche contro l'amministrazione comunale. Il commento di Denny Buso: «Visiterò entrambe le lapidi»

Il sindaco di Miane e il rappresentante del Comune di Modugno (Foto tratta da Facebook)

«Le ferite lasciate dalla Guerra, specialmente dalla guerra civile, e dal periodo postbellico, sono talmente profonde che si possono ricomporre solo se saremo capaci di una memoria condivisa. Crediamo perciò sia importante lasciare alle future generazioni la memoria di questi fatti, non per enfatizzarli o fare propaganda come qualcuno ha voluto insinuare, ma affinché gli stessi non accadano più».

Con queste parole il sindaco di Miane, Denny Buso, commenta le polemiche scaturite dopo la doppia manifestazione di domenica 14 febbraio, da una parte in cimitero con Continuità Ideale e Associazione nazionale famiglie dei caduti e dispersi della Rsi che hanno commemorato le 38 persone infoibate a Combai nel 1945, e dall’altra l’Anpi che a Campea ha omaggiato i tre giovani uccisi da un rastrellamento nazifascista nel giugno 1944. «Il Comune aveva inviato un proprio rappresentante in cimitero - spiega Buso - ma poi abbiamo appreso della cerimonia dei partigiani concomitante per orario: a quel punto per l'amministrazione era impossibile mandare qualcuno, anche per i tempi stretti con cui siamo stati avvisati oltre che per la concreta possibilità che la partecipazione ad una piuttosto che all’altra manifestazione venisse strumentalizzata. Questo ci ha portato, a malincuore, a rinunciare ad entrambe. Sono però convinto - conclude il sindaco - che non debbano essere le colpe a decidere sulla memoria collettiva. Perciò andrò personalmente, in settimana, a visitare entrambe le lapidi, nell’auspicio che in questo modo si possa condividerne il valore al di là dell’ideologia. Ieri sera, infine, ho incontrato un rappresentante dell'amministrazione di Modugno (Bari), paese di origine del sottotenente della X Mas Paolo De Benedictis, infoibato a Combai a soli 25 anni, da tempo commemorato nella cittadina barese con una lapide».

Il commento del Partito Democratico

«Una commemorazione che è stata una vergognosa parata nostalgica, con tanto di saluti romani. A Miane è andato in onda davvero un triste spettacolo: è grave che l’amministrazione comunale abbia permesso una manifestazione del genere».

Così Andrea Zanoni commenta la cerimonia di ieri nel cimitero di Miane dove sono stati ricordati i militanti della Repubblica Sociale uccisi a Combai tra il 7 e l’8 maggio 1945 dai partigiani. «Non solo saluti romani, abbiamo anche letto parole indegne nei confronti di chi ha liberato il nostro Paese dal nazifascismo. Sono iniziative che non hanno niente a che vedere con la pietà nei confronti dei defunti, ma sono soltanto il pretesto per raduni di nostalgici, che andrebbero vietati. Non è possibile nel 2021 celebrare ancora il fascismo, con tutto ciò che ha provocato al nostro Paese. Mi auguro che ci sia una netta presa di posizione della Regione e del presidente Zaia: condannino questa manifestazione e si dissocino dall’amministrazione leghista che l’ha permessa. Menomale che all’ultimo momento il Comune ha avuto la decenza di non parteciparvi, anche se la giustificazione del sindaco, c’era in contemporanea una contromanifestazione promossa dall’Anpi e quindi ha rinunciato a entrambe per evitare strumentalizzazioni, è tristemente pilatesca».

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