Liliana Segre cittadina onoraria: «Inutile se il Comune non si dichiara antifascista»

Con i pareri favorevoli di maggioranza e opposizione in consiglio comunale, la cittadinanza a Liliana Segre sembra ormai cosa fatta. Calesso lancia però un avvertimento importante

Sono particolarmente soddisfatto che la mia proposta della concessione da parte del Comune di Treviso della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre sia stata raccolta dai consiglieri comunali di opposizione e trovi il consenso anche di quelli di maggioranza.

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La soddisfazione è aumentata dal fatto che una parte della dirigenza provinciale di Fratelli d’Italia si è schierata contro questa proposta, anche se – a dire il vero – il partito della Meloni nella Marca non è unito su questa posizione. Con questa decisione Treviso si aggiungerà alle città italiane (ad esempio Vicenza) in cui già è stata proposta la concessione della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, sia per onorare il suo drammatico passato che per dimostrarle solidarietà contro gli attacchi e le minacce di cui è vittima in questi giorni. Unendosi alle altre amministrazioni che stanno avviando questo percorso, Treviso ribadisce il suo carattere di città antifascista e dà un segnale chiaro contro la campagna di odio nei confronti della senatrice Segre, campagna che ha attecchito anche nel nostro territorio. Penso, però, che la concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Segre sarebbe un’occasione sprecata, se non addirittura una decisione controproducente, se nelle motivazioni non verranno nettamente indicati: il fatto che Liliana Segre non è stata vittima di una generica “violenza” ma della segregazione in un lager nazista con tutto ciò che quei campi di concentramento hanno significato nella storia dell’ Europa intera; che in Italia nel 1938 il regima fascista varò le famigerate “leggi razziali” che colpivano proprio i cittadini ebrei come Liliana Segre; che, di conseguenza, la città di Treviso rifiuta ogni rigurgito delle ideologie fasciste e naziste. Solo con questo tipo di motivazione la concessione della cittadinanza a Liliana Segre avrà un valore perché il Consiglio comunale riconoscerà le ragioni della tragedia di cui è stata vittima e si impegnerà per evitare che riemergano le ideologie che diedero vita ai regimi responsabili del periodo più buio della storia d’Italia e dell’intera Europa. Se, invece, le motivazioni fossero quelle di un generico “rifiuto della violenza sui civili” saremmo di fronte a una inaccettabile strumentalizzazione della vicenda tragica di Liliana Segre: la scelta di campo deve essere netta, contro i lager nazisti e contro le leggi razziali fasciste.

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