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Comitato No Pedemontana: "Tutti a Venezia per difendere la giustizia climatica"

"Gli scavatori della Pedemontana si stanno mangiando la nostra terra e lo faranno ancora in profondità. Sarà un’immensa colata di asfalto"

TREVISO Il 29 e il 30 settembre il Comitato No Pedemontana di Treviso sarà alla due giorni di Venezia contro le grandi opere organizzata dal Comitato Nograndinavi. "Lì porteremo le nostre idee e le nostre proposte per fermare il saccheggio dei territori e per attaccare questo modello di sviluppo che arricchisce pochi costruendo asfalto, svincoli e gallerie sempre più efficienti, sempre più veloci, ma che dimentica i tanti, grandi e piccoli, interventi di cui il nostro territorio ha bisogno affinché quell’asfalto e quegli svincoli non ci cadano sulla testa - fanno sapere dal movimento - Sappiamo che sulla questione ambientale si gioca non solo il futuro di un ambiente sano in cui vivere, ma anche la possibilità stessa delle riproducibilità della vita sulla Terra. Per avere entrambi non occorrono grandi opere, occorre la giustizia climatica: un modello di sviluppo che guarda alle esigenze e ai bisogni reali delle persone e non alla produzione di profitto a tutti i costi".

"Oggi, come Climate Defence Units, siamo tornati ai cantieri della Pedemontana per invitare tutti a Venezia e per riaccendere un faro su quello che sta succedendo nella nostra provincia. Gli scavatori della Pedemontana si stanno mangiando la nostra terra, lo faranno in profondità per i 50 km di superstrada in trincea e per un totale di 94 - chiosano dal movimento - Sarà un’immensa colata di asfalto che ha prodotto già una vittima a Malo nell’aprile del 2016, la deviazione del torrente Poscola (VI), in un’area peraltro protetta da Rete Natura 2000, e produrrà un’ipoteca sul nostro futuro da 12 miliardi di euro. Contro questo serve indignazione, rabbia e intelligenza. Questa stessa rabbia cresce per quello che sta succedendo ad Hambach, dove lo sgombero della foresta a ridosso della miniera ha causato la morte del mediattivista Steffen. Saremo quindi a Venezia per fermare la Pedemontana e per costruire una mobilitazione che agiti tutti i territori, italiani ed europei, attraversati dalle grandi opere: perché è una battaglia che riguarda tutti, perché la giustizia climatica serve ora".

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