Terremoto a Palazzo dei Trecento: Zanussi e Zanata lasciano il Pd

I consiglieri di maggioranza che sostengono l'amministrazione Manildo fondano un nuovo gruppo. La reazione del Pd: "Dispiace per gli elettori"

Domenico Zanata e Daniela Zanussi

TREVISO I consiglieri comunali di maggioranza Daniela Zanussi e Domenico Zanata lasciano il Partito Democratico. La decisione è arrivata come una doccia fredda a Ca’ Sugana e ha suscitato non poche polemiche, soprattutto tra i militanti del Pd. “Rispetto le scelte personali – è il primo commento di Andrea Michielan, segretario del Pd di Treviso -. Mi rammarico però che decisioni di questo tipo non siano state prima esplicitate nel gruppo consiliare e negli organismi della comunità partito al quale appartenevano”.

Sia Domenico Zanata che Daniela Zanussi si sono iscritti al Pd nel periodo legato alle elezioni comunali di Treviso (Zanata prima delle primarie per la scelta del candidato sindaco, alle quali si è candidato lui stesso e Zanussi dopo la sua candidatura con il Partito Democratico). “Stare in un partito è appassionante e anche faticoso, è il luogo del confronto su tutti i temi, dall’amministrazione del proprio comune ai temi nazionali ed internazionali. Si discute e si fa battaglia anche da minoranza, con generosità e passione – continua Michielan -. Ora attraversiamo un momento di delusione, dovuta alla dura sconfitta alle elezioni regionali, mi dispiace che si sia scelto questo momento per lasciare”.

Diverse le motivazioni che hanno spinto Zanussi e Zanata a lasciare il partito, già sollevate nei mesi scorsi, a cominciare dalla mostra di Goldin. “I due consiglieri hanno svolto una campagna elettorale che ha portato voti al Pd e per questo siamo riconoscenti, mi dispiace però per tutti gli elettori che nel votare i consiglieri hanno votato convinti di dare rappresentatività in Consiglio Comunale al gruppo del Partito Democratico, penso infatti che queste azioni possano portare ulteriore sfiducia e distanza tra chi fa politica e il cittadino – incalza il segretario -. Quando si governa e si decide si può scontentare qualcuno, perché si deve scegliere, però fare parte di un gruppo politico significa anche avere rispetto per le decisioni prese con il metodo democratico della maggioranza”.

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