Coronavirus, Baratto: «Minimo sindacale, in Veneto a rischio migliaia di imprese»

«E’ il momento di riportare le produzioni in Italia! Quel che dimostra questa situazione è che il sistema produttivo del nostro Paese non può rimanere ostaggio delle crisi globali»

All’indomani del Consiglio dei Ministri che ha approvato il contestato decreto #curaitalia il mondo produttivo attende ancora un testo definitivo delle misure approvate. «La maggioranza di Governo ha, nuovamente, mostrato tutta la usa fragilità. Ci sono volute 72 ore affinchè si riunisse il CdM e di procedesse all’approvazione di un decreto che al momento deve ancora essere pubblicato nella sua versione definitiva» afferma Raffaele Baratto, deputato di Forza Italia in Commissione Finanze «è intollerabile che il mondo produttivo già duramente provato da questa situazione sia costretto a subire i ricatti di Renzi e dei Cinque Stelle, pronti a mettere una bandierina anche su questa tragedia nazionale».

«Le misure contenute nel decreto - continua Baratto - rappresentano il minimo sindacale, anche alla luce delle risorse che, avvedutamente, stanno mobilitando tutti i grandi paesi: Germania, Giappone, Stati Uniti hanno messo sul piatto garanzie per il sistema imprese per centinaia di miliardi. Questa - aggiunge Baratto - è anche l’occasione per riflettere sul modello produttivo che abbiamo finora sostenuto e che ha portato al depauperamento delle manifattura italiana. E’ il momento di riportare le produzioni la dove devono stare, in Italia! Quel che dimostra questa situazione è che l’Italia il suo sistema produttivo non può rimanere ostaggio delle crisi globali».

«Serve maggiore coraggio e un atteggiamento di fermezza nei confronti di chi in Europa, ancora ostinatamente guarda dall’altra parte” -avverte Baratto ma per pretenderlo - non c’è spazio per le polemiche. Oggi più che mai la politica italiana deve avere uno scatto d’orgoglio e deporre le armi dello scontro. Rischiamo una recessione tra le peggiori della storia ,gli scenari economici sono agghiaccianti, solo le aziende venete rischiano di perdere qualcosa come 57 miliardi di fatturato quest’anno, con inevitabili conseguenze».

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La soluzione per Baratto è appunto «un’azione coordinata in Europa per mobilitare risorse maggiori. L’italia - ricorda Baratto - all’indomani della crisi del 2008, con il Ministro Tremonti, propose l’introduzione degli Eurobond che furono accolti favorevolmente da tutti i paesi con l’eccezione della Germania. Il Governo riprenda quella proposta e la condivida con le opposizioni, presentiamoci in Europa uniti e con richieste chiare, lo dobbiamo alle migliaia di piccoli imprenditori che cercano in questi giorni di sopravvivere ad una delle peggiori crisi dal dopoguerra» conclude Baratto.

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