Coronavirus: «Da Zaia precauzioni a corrente alterna»

Simonetta Rubinato, presidente di Veneto Vivo attacca il Governatore del Veneto sulle misure stabilite dalla Regione per contrastare il virus proveniente dalla Cina. Le sue parole

In foto Simonetta Rubinato

«Bene la quarantena per gli alunni rientrati dalle aree a rischio, ma questa misura precauzionale proposta dal presidente Zaia e condivisa anche da autorevoli esperti come Roberto Burioni e Walter Ricciardi, fa a pugni con l’abolizione del certificato medico introdotta dal Consiglio regionale del Veneto. Credo che il Governatore farebbe bene correggere una misura che va in senso opposto allo spirito di precauzione in merito all'emergenza Coronavirus».

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A dirlo è Simonetta Rubinato, presidente di Veneto Vivo. «L’abolizione dell’obbligo per gli alunni di presentare il certificato medico, dopo un’assenza per malattia superiore ai 5 giorni, scancita dalla legge regionale n. 1 del 24 gennaio scorso – spiega l’ex parlamentare – pare essere una misura che all'apparenza semplifica le cose alle famiglie, ma in realtà rappresenta un provvedimento pericoloso e discutibile. Pericoloso per gli alunni convalescenti e per coloro che con questi condividono l'attività scolastica, perché può indurre le famiglie al "fai da te", vale a dire evitare per vari motivi di consultare il medico, quindi non seguire il giusto iter terapeutico. Inoltre il mancato obbligo del certificato medico non dà garanzia di verificare l'avvenuta guarigione e, soprattutto, la non trasmissibilità della patologia, esponendo a possibili diffusione di malattie. Ed è discutibile perché non suffragata da motivi scientifici, essendo compito dei medici di medicina generale e dei pediatri vigilare sulla salute dei propri assistiti». Rubinato suggerisce quindi a Zaia di prendere provvedimenti proponendo al Consiglio regionale di modificare la legge appena varata per evitare un pericoloso “fai da te” in materia sanitaria. 

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