Settore vitivinicolo in crisi: «Europa assicuri sostegno. Basta briciole»

L’eurodeputato trevigiano della Lega, Gianantonio Da Re, deposita un'interrogazione alla Commissione Europea

Le colline del prosecco

«È inevitabile che con la chiusura di bar, enoteche, agriturismo e ristoranti dettata dall'emergenza sanitaria, il blocco dell’enoturismo e il forte calo dell’export potrebbe portare ad un taglio del 50% il valore delle vendite di vino in tutta Europa. Un andamento che penalizza soprattutto il settore vitivinicolo italiano, principale produttore mondiale di vino, che occupa circa 1,3 milioni di persone per un giro d’affari di 11 miliardi. Il Veneto, prima regione esportatrice d’Italia, stima un calo di fatturato di circa il 30%, con una grave perdita economica destinata ad aggravarsi nei prossimi mesi. Le conseguenze dell’epidemia potrebbero essere davvero disastrose, per questo è necessario che la Commissione Ue metta immediatamente a disposizione dell’Italia e degli altri Paesi membri strumenti finanziari reali per supportare le aziende del settore vitivinicolo, in particolare, delle filiere più corte. Ci dica, anche, cosa intende fare, in concreto, per mitigare le ripercussioni negative sulle produzioni locali e sui vini DOP e IGP. In particolare, quali strategie di intervento intende adottare a supporto della loro commercializzazione, tutela e salvaguardia da contraffazione e concorrenza sleale. Le aziende agricole e agroalimentari non possono più aspettare e certamente non possono accettare dall'Europa solo briciole». Così l’eurodeputato trevigiano della Lega Gianantonio Da Re nell'interrogazione depositata alla Commissione Europea.

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