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Covid Hospital a Vittorio Veneto: "E’ un errore che peserà su tutta la provincia"

Sinistra Italiana – provincia di Treviso: "E' pensabile che, come accaduto in piena pandemia, l'ospedale sia destinato a sospendere l'attività ordinaria per i pazienti non Covid anche negli altri reparti"

"Durante l'emergenza, la Regione ha destinato a ospedali Covid nove  strutture per acuti , in cui è stata sospesa in tutto o in parte l'attività ordinaria, con l'impegno di ripristinare la normalità non appena superata la fase critica. Nella nostra Ulss è stato riservato a Covid l'intero Ospedale di Vittorio Veneto - dichiarano da Sinistra Italiana – provincia di Treviso - La scelta regionale di dedicare al Covid ospedali 'al posto' degli ospedali esistenti e non  'in più' ha avuto pesanti effetti sul sistema sanitario pubblico della nostra Ulss e del Veneto:

1) ha dimostrato nei fatti l'impossibilità di concentrare tutti i malati Covid in strutture separate, tanto è vero che in ogni ospedale sono state create sotto la pressione dell'urgenza aree “dedicate Covid”, sempre in sostituzione e non a incremento dei servizi esistenti;

2) ha sottoposto a lungo a una pesante pressione lavorativa il personale sanitario, talvolta costretto a ricoprire funzioni per le quali non era specializzato: questo ha incrementato la "fuga" verso il privato (che offre  migliori condizioni lavorative e retributive) di medici e infermieri, scarsamente attratti dall'operare in strutture a permanente rischio di chiusura delle attività ordinarie;

3) per interi mesi ha ridotto o sospeso l’attività sanitaria ordinaria (rinvio di interventi chirurgici, visite,esami, attività di prevenzione), con ricadute sulla salute dei malati non Covid, che le associazioni dei sanitari  stanno denunciando come molto gravi;

4) ha provocato disagi e disservizi in tutta la Marcaperché i malati del Vittoriese sono confluiti a Conegliano e anche a Treviso, cioè in ospedali spesso già strutturalmente al limite della capienza, in cui ci riferiscono essersi verificati episodi di congestionamento dei pronto soccorso e dei reparti: questa situazione ha costretto molti pazienti a rivolgersi alla sanità privata o a rinunciare alle cure, escludendoli di fatto dal diritto costituzionale alla salute".

"A partire da maggio 2021, con il rallentare della pandemia, negli ospedali sono state via via ripristinate le attività ordinarie. Improvvisamente nei giorni scorsi l'Ulss 2 ha deciso che dall’11 settembre 2021 il Pronto Soccorso di Vittorio Veneto torni ad essere: 'Punto di Primo Soccorso, rivolto prevalentemente all'accoglimento di utenti con problematiche Covid correlate" con "la presenza  di un'equipe medico-infermieristica in grado di gestire i pazienti non Covid a bassa intensità e di stabilizzare quelli più gravi con successivo trasferimento presso altri Ospedali'. L’Ulss chiede ai pazienti non Covid di 'rivolgersi primariamente all'ospedale di Conegliano'" continuano i politici trevigiani.

"A nostro avviso si tratta di una decisione ingiustificata, visto che il Sindaco di Vittorio Veneto ha dichiarato nel Consiglio Comunale del 14 settembre che i pazienti Covid in ospedale sono 19 nei reparti, e zero in Terapia intensiva, numeri non certo tali da motivare una scelta così drastica. Inoltre, a quanto ci risulta, nessuna altra Ulss del Veneto ha preso un simile provvedimento. Considerato che già in condizioni normali il Pronto Soccorso di Vittorio Veneto risulta tra quelli più utilizzati in provincia di Treviso, temiamo che, oltre che il Pronto soccorso di Conegliano, vengano interessate  anche le strutture di primo soccorso di  Treviso, Oderzo, Montebelluna e Castelfranco" chiosano da Sinistra Italiana Treviso.

"Inoltre è pensabile che, a seguito di questa decisione, l'ospedale di Vittorio, come accaduto in piena pandemia, sia destinato a sospendere l'attività ordinaria per i pazienti non Covid anche negli altri reparti (compresa Medicina e Chirurgia). Se, come accaduto nelle precedenti ondate, tutte le emergenze non Covid del Vittoriese si riverseranno sugli altri ospedali, il prezzo lo pagheranno tutti i cittadini dell'Ulss 2 in termini di sovraffollamento e di disservizio. Tenuto conto che l’OMS afferma che  in futuro le epidemie saranno un fattore recidivante e costante, ogni ospedale va dotato di un'area per le emergenze (pandemiche o di altra natura), garantendo percorsi  di accesso separati  e ovviamente gli adeguamenti  strutturali e le  assunzioni di personale, che finora non si sono visti. L'ospedale e il territorio devono essere messi nelle condizioni di prestare senza interruzioni l'attività ordinaria anche durante pandemie e emergenze: nessun  malato deve trovare  il cartello "chiuso per virus"  su un pronto soccorso, su un reparto, su un ambulatorio" conclude Sinistra Italiana – provincia di Treviso.  

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