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L'intervento di Laura Puppato fuori dall'ospedale San Valentino (Foto di Giulio Guarini)

L'intervento di Laura Puppato fuori dall'ospedale San Valentino (Foto di Giulio Guarini)

Ospedale San Valentino, il Pd: «Pazienti quintuplicati, sanitari contagiati»

Lunedì 14 dicembre la protesta del Partito Democratico di Montebelluna. Ospedale al collasso. Appello alla Regione: «Inviate con urgenza anestesisti, pneumologi e sanitari»

«Non basta accumulare letti e caschi per curare e salvare le persone, ma serve personale preparato, presente e competente che in questo momento non c'è. Le rassicurazioni di Zaia trovano un ostacolo insuperabile nella situazione ormai esplosiva degli ospedali veneti».

Lunedì 14 dicembre Laura Puppato, insieme alla dottor Silvio Tessari e a Davide Quaggiotto, capogruppo del Partito Democratico di Montebelluna, hanno tenuto un incontro di protesta davanti all'ospedale "San Valentino", finito in questi giorni al centro delle cronache locali. I consiglieri comunali hanno avanzato la richiesta al sindaco Severin di un Consiglio comunale straordinario per fare chiarezza sui numeri dei ricoveri e dei decessi in ospedale a Montebelluna. Tra le varie richieste c'è poi la convocazione di una nuova conferenza con i sindaci dell'Ulss 2 per discutere sui provvedimenti da prendere nei prossimi giorni. Le richieste sono state presentate, ora si attende una risposta dalle istituzioni. Pesanti le accuse avanzate da Laura Puppato nei confronti dell'Ulss 2: «Il numero dei pazienti è quintuplicato rispetto alla media dei ricoveri annui a Montebelluna mentre il personale sanitario è stato dimezzato perché in molti sono risultati positivi al Covid». Il Pd denuncia poi un clima di intimidazione nei confronti del personale sanitario: «Ai medici è stato vietato di parlare con i giornalisti sulla situazione reale negli ospedali dell'Ulss 2. C'è un'apposita circolare dell'azienda che lo specifica».

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«La seconda ondata - spiega Puppato - sta dimostrando tutta l'incompetenza politica del governo regionale. Se, nella prima ondata, la situazione in Veneto è stata gestita anche grazie al contributo del professor Andrea Crisanti, nelle ultime settimane la situazione sanitaria a livello regionale è precipitata. Non ci era mai capitato di intervenire su una specifica situazione ospedaliera, ma non possiamo non accogliere e fare nostro il grido di dolore, l’appello che ci giunge dall'ospedale di Montebelluna. Amici, parenti, vicini di casa: se qualcuno di loro è deceduto in questi giorni perché non si è potuto prestargli cure adeguate credo ci si debba fermare e chiedere al più presto chiarimenti alla Regione. Il vero tema qui è: perché non si sono presi provvedimenti prima che la situazione arrivasse a questo livello di criticità? Il Veneto poteva richiedere misure più restrittive al Governo ma non l'ha fatto». Servono al più presto medici specialistici rianimatori, pneumologi e anestesisti per supportare le scarne risorse mediche rimaste a presidiare i reparti Covid che si stanno letteralmente sfinendo. Inutile mandare a lavorare in terapia intensiva neolaureati senza formazione o medici pensionati che prima svolgevano altre specializzazioni o magari erano medici di base. Non basta dichiarare mille posti in terapia intensiva se poi mancano medici e infermieri sufficienti e capaci di assistere secondo il giuramento di Ippocrate. Stiamo pagando un prezzo assurdo dal Governo della Regione» concludono i rappresentanti del Partito Democratico. 

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