Crea (FDI): «Basta chiusure per il Covid: il Governo dimostri la necessità delle misure»

A fianco dell'avvocato trevigiano anche il l'imprenditore Luigi Susin: «E’ inutile chiudere le sale da ballo se poi permettiamo a chiunque di entrare illegalmente nel nostro Paese»

Fabio Crea

«A un mese dalle elezioni e dalla riapertura delle scuole, lo stesso governo che inasprisce le misure anti-Covid e che prevede un’impennata dei contagi nel mese di settembre, continua a prendere tempo senza spiegare concretamente agli italiani in che modo sarà possibile votare e tornare in classe nel rispetto delle regole». A denunciare l’immobilismo dell’esecutivo, l’avvocato Fabio Crea, esponente trevigiano di Fratelli d’Italia e candidato alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, elezioni che, è il sospetto di Crea, potrebbero subire, nel silenzio generale, un ulteriore rinvio giustificato da pareri negativi del comitato tecnico-scientifico, gli stessi che avrebbero portato il Ministero della Salute a ordinare la chiusura delle discoteche e a rivedere le regole sull’utilizzo della mascherina all’aperto.

«Sostenere di riuscire ad adeguare le scuole con cantieri in pieno agosto o parlare di banchi con le rotelle e lezioni negli uffici pubblici significa prendere in giro i cittadini, così come tacere sull’evidente incoerenza che si manifesterebbe nell’invitare milioni di persone a recarsi in coda ai seggi in aule scolastiche con finestre sigillate e passaggi di matite elettorali e documenti vari», riflette Crea che non solo accusa il Governo di condurre il Paese verso nuovi stop forzati, ma anche di non preparare strategie alternative che consentano di andare avanti garantendo il diritto di voto.

Difficile anche valutare l’opportunità di un rinvio dell’apertura delle scuole o delle elezioni di settembre in assenza di trasparenza, una questione che assume particolare rilievo anche in vista degli ipotizzati “lockdown localizzati”. Da qui la richiesta dell’avvocato all’esecutivo: «Noi italiani vogliamo la pubblicazione immediata dei verbali del comitato tecnico-scientifico. Vogliamo sapere sulla base di quali dati scientifici (o presunti tali) il governo ricomincia con i DPCM comprimendo i nostri diritti. Non siamo sudditi ma cittadini e i cittadini hanno il diritto di essere informati per valutare l’operato di chi li governa. Conte e compagnia - conclude Fabio Crea - si stanno solo preoccupando di tenersi la carega con lo scellerato patto tra PD e Movimento 5 stelle che, per celebrare questo matrimonio, trova il tempo di cambiare il proprio statuto anziché pensare ai problemi degli italiani».

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A difesa del mondo della notte e di tutte le attività che ruotano in ambito ludico e ricreativo, è sceso anche Luigi Susin, prossimo candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre. «E’ inutile chiudere le sale da ballo se poi permettiamo a chiunque di entrare nel nostro Paese, anche illegalmente. E’ la conferma che questo esecutivo preferisce il lockdown di interi settori anziché rendere operative misure di distanziamento e controlli attualmente inesistenti in tante situazioni. Da quando è iniziata l’emergenza per il Covid ho visto volare i droni sopra la testa degli italiani e dei veneti, forze di polizia dispiegate per bloccare qualsiasi cittadino che si spostava, anche individualmente, oltre la soglia presabilita. Ma non ho mai visto usare tanta tecnologia e forza per contrastare gli sbarchi clandestini, gli spacciatori, i delinquenti che frequentano le stazioni FS e i parchi» ricorda Susin.
 
L’imprenditore trevigiano non ha gradito che la decisione di abbassare le serrande dei locali da ballo, sia stata presa senza sentire preventivamente le associazioni di categoria: «L’esecutivo preferisce la chiusura delle attività perchè in questo modo riuscirà a gestire e manipolare le persone, a non consentirci il voto, la libertà di impresa e quella personale. Ma prima di prendere questa decisione vi siete chiesti con cosa potranno vivere chi lavora nel settore che avete bloccato? I camerieri, buttafuori, barman, i dj, tutta la filiera del catering e del beverage. Come al solito avete fatto tutto tardi e male senza interpellare le associazioni di categoria» conclude Susin.

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