Crisi affitti per oltre un terzo dei trevigiani: «In molti a rischio sfratto»

Sindacati e Partito Democratico lanciano l'allarme: «Decine le richieste di aiuto ai Caaf della provincia. Procedura farraginosa, servono provvedimenti immediati»

«Con l’emergenza Coronavirus più di un terzo degli inquilini in provincia di Treviso rischia di non riuscire a pagare l’affitto: servono provvedimenti immediati per sostenere le famiglie, iniziando da una semplificazione della procedura per accedere ai contributi regionali che prevedono un contributo per il pagamento del canone di 400 euro».

A lanciare l’allarme è Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Partito Democratico a Treviso. «Il Sunia ci segnala che molti inquilini si stanno rivolgendo ai loro sportelli ed ai Caaf per richieste d’aiuto data l’impossibilità di pagare l’affitto ed in molti stanno già facendo i conti con ingiunzioni di pagamento e sfratti - afferma Zorzi - La Regione ha predisposto un contributo per gli affitti legato all’emergenza che prevede di erogare 400 euro a chi ha avuto una riduzione delle proprie entrate di almeno il 50 percento nel trimestre marzo-maggio rispetto allo stesso periodo del 2019, ma la scadenza del 5 luglio per presentare domanda è troppo ravvicinata. La procedura è farraginosa, può avvenire solo per via telematica e c’è la necessità di avere un conto corrente, così tante persone non sanno come procedere e si trovano in difficoltà. Per questo diventa indispensabile coinvolgere i Caaf ed i servizi sociali dei comuni, affinché diano un supporto indispensabile per molte di queste persone. Sul tema aveva presentato un’interrogazione anche il consigliere regionale Andrea Zanoni». 

Alessandra Gava, segretaria provinciale Sunia-Cgil Treviso, traccia uno scenario preoccupante: «Abbiamo stimato che il 40% degli inquilini non riuscirà a far fronte al pagamento del canone e la metà di questi non lo farà nemmeno in parte – spiega - Si riscontra una situazione di vera emergenza, con molti inquilini che si sono rivolti a noi dato che stanno partendo numerose azioni di intimazione di pagamento e sfratti. A questo si aggiungono poi problemi con il pagamento delle spese condominiali, con ricadute naturalmente su tutti i residenti nel loro palazzo. Le chiamate ai Caaf sono molte ed abbiamo richiesto il supporto dei servizi sociali dei comuni. È fondamentale in questo momento che se ci sono dei fondi destinati agli inquilini, questi ne possano usufruire. Il rischio è che non ce la facciano, date appunto la complessità della procedura per presentare domanda di contributo ed una tempistica troppo stretta».

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