Crisi del latte e Coronavirus, Pan: «Tutelare subito la filiera con misure straordinarie»

La Regione Veneto studia aiuti per i piccoli produttori e propone soluzioni di emergenza per smaltire siero e sottoprodotti caseari

Tra i problemi creati dal fermo imposto dall’emergenza Coronavirus c’è anche il mancato ritiro del siero del latte e dei prodotti di origine animale dai caseifici. Sottoprodotti delle lavorazioni casearie che, in tempi ordinari, vengono ritirati e conferiti a specifici impianti, fuori regione. Ma che ora, a causa delle limitazioni imposte ai comparti non definiti essenziali, non vengono più ritirati e si accumulano nei caseifici. L’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, raccogliendo la preoccupazione dai produttori, ha interpellato in queste ore il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova al fine di trovare una soluzione temporanea, durante queste settimane di emergenza, che consenta di gestire le eccedenze dei sottoprodotti della filiera lattiero-casearia e di evitare il blocco dell’attività dei caseifici. Due le soluzioni possibili, che Pan prospetta al ministro: 1) consentire l’utilizzo nei campi dei sottoprodotti del latte, in chiave agronomica, estendendo la casistica e le superfici previste dalla normativa vigente; 2) semplificare la normativa sanitaria che attualmente auotrizza il conferimento di siero e residuati delle lavorazioni del latte ai 120 impianti di digestione anaerobica presenti nel territorio regionale, che operano nello smaltimento e riciclo di scarti di origine agricola.

“Si tratterebbe di deroghe temporanee - specifica Pan – già chieste anche dalla Regione Lombardia, compatibili con le normative vigenti e  garantite dall’obbligo di tracciabilità dei sottoprodotti delle lavorazioni del latte e dei caseifici che sta in capo agli impianti di digestione”. Intanto nel pomeriggio, l’assessore Pan incontrerà tutti gli attori della filiera del latte (in videoconferenza) per fare sintesi delle problematiche del comparto e individuare, insieme a produttori e categorie, le misure emergenziali per aiutare stalle, caseifici e le realtà connesse alla lavorazione e distribuzione di latte e latticini a prevenire la crisi generata dal fermo generale delle attività e della pubblica ristorazione. “Anche per il comparto del latte – sottolinea Pan – il Veneto intende muoversi con tempestività ma in modo unitario e coordinato con le altre Regioni e con le autorità nazionali al fine di trovare le soluzioni più efficaci per affrontare la straordinarietà della situazione. Ma servirà un intervento straordinario, con incentivi economici, per fronteggiare la crisi che sta investendo l’intera filiera”.

“In questo momento di crisi la filiera veneta del latte, dalle stalle al piccolo caseificio fino alle grandi cooperative e imprese, va tutelata da speculazioni, ribassi indebiti dei prezzi, distorsioni delle catene distributive. Se le stalle chiudono non riaprono più: gli allevatori rischiano di essere l’anello più debole”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, a conclusione del ‘tavolo bianco’ convocato nelle scorse ore in videoconferenza, presenti tutti gli attori della filiera veneta. “La prima richiesta espressa dal mondo dei caseifici – sottolinea Pan - è mettere in sicurezza i lavoratori, fornendo agli operatori della filiera lattiero-casearia mascherine, guanti e dispositivi di prevenzione e adottando moduli organizzativi che prevedano presenze alternate. Il mondo dei produttori, piccoli e grandi, sta dimostrando grande senso di responsabilità verso i lavoratori e verso i consumatori. E l’amministrazione regionale sta attivando tutte le strade e le risorse per garantire l’approvvigionamento di mascherine in Veneto, consapevoli però che la priorità nella distribuzione è rappresentata gli operatori del sistema sanitario”.

“Produttori, caseifici e organizzazioni di categoria - aggiunge Pan – hanno espresso una sostanziale condivisione delle misure emergenziali già richieste dalla Regione Veneto, in particolare sulla possibilità di utilizzare il siero del latte e i sottoprodotti delle lavorazioni casearie come ammendanti per l’agricoltura e di attivare le deroghe per conferirli nei biodigestori, nonché sulla richiesta di stoccaggio temporaneo di latte e di congelamento delle cagliate. La filiera, inoltre, valuta positivamente l’intervento governativo a favore della polverizzazione del latte o della sua trasformazione UHT a beneficio degli stock Agea da distribuire agli indigenti. Ma, in questo momento così difficile, servono ulteriori misure straordinarie e tempestive per garantire liquidità alle aziende e per fronteggiare una fase emergenziale che potrà durare anche qualche mese”. Controllo del prezzo del latte alla stalla, sblocco dei premi unici Pac, gestione del surplus di latte non ritirato e riorientamento della domanda del ‘fresco’ messa in crisi dalla chiusura del canale Horeca (hotel, ristorazione, caffè e pubblici esercizi), coinvolgimento della grande distribuzione perché sugli scaffali di supermercati e ipermercati arrivino latte, latticini e formaggi ‘made in Veneto’, tutela delle produzioni locali rispetto alle importazioni d’oltre frontiera: queste le richieste formulate, con diversi accenti, del mondo dei produttori e dei trasformatori.

“Porterò le richieste e le proposte della filiera veneta, dai piccoli produttori alle grandi cooperative, al tavolo della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e all’attenzione del Governo – ha assicurato Pan – Bene le prime misure adottate dal Consiglio dei ministri relative all’ammasso, al ricorso alla cassa integrazione e all’aumento del fondo indigenti per l’acquisto di latte crudo. Ma il Veneto, in questa fase, chiede di rallentare le importazioni di latte dai paesi esteri e fa appello ad una misura nazionale di sostegno economico e promozionale alla filiera alimentare del ‘made in Italy’. Da parte del sistema veneto, che è il terzo produttore in Italia di latte e formaggi dopo Lombardia ed Emilia Romagna e che esporta il 40 per cento dei suoi prodotti caseari, ci sono le potenzialità per adottare strategie condivise su conferimenti, lavorazioni e distribuzione, la disponibilità ad applicare misure di stoccaggio e a lavorare insieme nella prospettiva di dotare il Veneto di un impianto di polverizzazione”.

“Chiederò al Presidente e al Vicepresidente della Giunta, che ha anche la delega al bilancio – ha promesso Pan - di verificare la possibilità di attivare fondi diretti regionali per favorire lo stoccaggio dei formaggi a denominazione di origine, a tutela delle rispettive quote di mercato, e di individuare una misura di aiuto rivolta in particolare ai piccoli produttori, per integrare il reddito delle stalle e dei caseifici più esposti ai contraccolpi della crisi”. Al tavolo dedicato alla crisi della filiera del latte hanno partecipato, oltre all’assessore Pan e ai tecnici della Direzione Agroambiente della Regione, Gianluca Fregolent e Alberto Zannol, i rappresentanti dei produttori (Arav, Aprolat e Comitati spontanei), i Conzorzi di tutela dei formaggi D.O del Veneto, i piccoli caseifici (rappresentati da Confartigianato), le grandi cooperative (Lattebusche, Latteria Soligo) e le associazioni di categoria Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Agriform, Agriveneto, Copagri e Confcooperative.

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