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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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Consiglio Comunale infuocato: durante la seduta irrompe il centro sociale. E' polemica

Il Cso Django, con in testa Gaia Righetto, è entrato in tarda serata a Palazzo dei Trecento per protestare contro il Daspo urbano richiesto nei giorni scorsi dal sindaco Manildo

TREVISO "Irruzione dei centri sociali in Consiglio Comunale contro il Daspo urbano voluto da Manildo. Contestati dalla loro stessa parte politica che li ha appoggiati ! L'amore è finito?". Ha scritto così su Facebook, mercoledì in tarda serata, il consigliere comunale Davide Acampora, sorpreso come tutti dall'entrata a Palazzo dei Trecento degli attivisti del Cso Django dell'ex caserma di via Monterumici. Diversi però coloro che non hanno visto di buon occhio la 'bravata' dei ragazzi, uno su tutto Mario Conte della Lega Nord che ha scritto: "Ecco gli alleati della maggioranza!  Il centro sociale Django fa sospendere la seduta del consiglio comunale!".

I giovani del centro sociale trevigiano, al grido di "vergogna" e con in testa una scatenata Gaia Righetto, hanno infatti interrotto la seduta nel momento in cui si stava andando a concludere la serata. Il motivo della loro presenza è da ricondurre al Daspo urbano voluto nei giorni scorsi dal sindaco Manildo e approvato ieri sera (principalmente un'ordinanza contro l'accattonaggio molesto in centro storico, ndr.). Fortunatamente comunque l'interruzione è durata solo qualche minuto prima che i vigili urbani scortassero all'esterno i ragazzi, e non prima che alcuni rappresentanti del Partito Democratico (il vicesindaco Grigoletto, il consigliere Tocchetto e il presidente del consiglio comunale Rosi) cercassero comunque di riportare la calma nell'aula.

IL SI AL DASPO 

Daspo urbano, dopo il via libera della giunta e della V commissione consiliare presieduta dal consigliere Domenico Zanatta, arriva il sì del consiglio comunale. Un ulteriore passaggio che rafforza il provvedimento introdotto dall’assessore alla sicurezza Roberto Grigoletto come nuova misura finalizzata all’ordine e al decoro nelle zone più difficili della città.

“Sono molto felice che il consiglio si sia espresso favorevolmente – dichiara il sindaco di Treviso Giovanni Manildo – il daspo urbano si inserisce nelle maglie del decreto Minniti con cui finalmente il Governo conferisce maggiori poteri di intervento ai sindaci che ben conoscono i problemi e le difficoltà specifiche delle proprie città. Il testo finale approvato dal consiglio è l’esito di un ottimo lavoro di squadra – sottolinea Manildo - coordinato dall’assessore alla sicurezza, avviato dalla giunta, e quindi perferzionato in commissione e successivamente in consiglio con due emendamenti che ne hanno specificato e spiegato la natura. Il daspo urbano è una misura che offre nuovi strumenti alla polizia locale che sarà così in grado di allontanare persone che tengono condotte illecite e impediscono la libera fruizione dei luoghi da specifiche aree. Tutt’altra cosa insomma rispetto alla questione della marginalità su cui e dell’inclusione sociale. Per questo l’amministrazione ha messo in campo validi strumenti come il dormitorio che ogni anno ospita quasi 200 persone e distribuisce oltre 7mila pasti; il minimo vitale, strumento importante di contrasto alla povertà per cui abbiamo stanziato quasi 460mila euro a cui si aggiungono i 368mila della comunità alloggio e i 133mila per l’esonero dal ticket per la mensa”.

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