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Decreto Destinazione Italia e assicurazioni, salvi carrozzieri

Dopo la manifestazione del 15 gennaio a Roma, i professionisti del settore possono tirare un sospiro di sollievo: bloccata la norma che li penalizzava

Il 15 gennaio erano andati a Roma a manifestare il loro dissenso verso una legge che li avrebbe costretti a chiudere. Oggi i carrozzieri, trevigiani e non, possono tirare un sospiro di sollievo.

L'articolo 8 del decreto "Destinazione Italia", che secondo la categoria favoriva solo le assicurazioni, è stato stralciato. L'articolo prevedeva l'obbligo di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente presso officine convenzionate con le assicurazioni o pagate direttamente da queste ultime.

"Sono felice di apprendere dai miei colleghi del gruppo della camera dell’esito positivo della nostra battaglia su questo tema – ha commentato la senatrice della Lega Nord Patrizia Bisinella, che da subito si era schierata con i carrozzieri –  Ho già avuto modo di sentire rappresentanti di associazioni di categoria locali, che hanno accolto positivamente la notizia dello stop al provvedimento. Finalmente il governo e i gruppi di maggioranza che lo sostengono si sono ricreduti, comprendendo i danni che si sarebbero verificati con l’entrata in vigore di quella norma".

Il Carroccio nelle ultime settimane aveva sottolineato a più riprese come il provvedimento fosse volto unicamente "a favorire la lobby delle assicurazioni, a discapito sia dei lavoratori che dei cittadini".

L'obbligo di rivolgersi a officine convenzionate, ha ribadito Bisinella, "avrebbe comportato la chiusura di moltissime carrozzerie. Altre, costrette a convenzionarsi con le assicurazioni, avrebbero dovuto accettare condizioni svantaggiose, con conseguenze sulla qualità del servizio offerto ai cittadini, ai quali sarebbe anche stata preclusa la possibilità di rivolgersi al carrozziere di fiducia".

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