Dimissioni Bossi, dalle roccaforti trevigiane sostegno al Senatur

Le dimissioni del leader leghista Umberto Bossi non hanno sorpreso più di tanto i militanti trevigiani. Il Senatur non perde la stima dei suoi fedeli, che però invocano un cambiamento necesssario

Non c'è sorpresa tra gli esponenti trevigiani del Carroccio. Le dimissioni del leader Umberto Bossi sono arrivate come un finale un po' scontato, ma che lascia comunque l'amaro in bocca.

UN ATTO D'AMORE - "Ha dato un grande segnale da leader - ha commentato Luca Zaia all'Ansa - Con queste sua scelta ha dato dimostrazione di quanto gli stia a cuore la Lega".

Di un atto d'amore verso il partito ha parlato anche il neoeletto segretario provinciale di Treviso, Giorgio Granello: "il segretario federale si fa da parte per consentire di fare chiarezza e mettere nelle condizioni tutti di comprendere chi ha sbagliato".

"Se non lo avesse fatto - ha proseguito Granello - ci sarebbe stata più confusione. Adesso speriamo di andare il prima possibile ad un congresso".

CE LO ASPETTAVAMO - "È una cosa che ci aspettavamo da tanto tempo ormai - ha dichiarato Firmino Vettori, sindaco leghista di Gorgo al Monticano, che nel 2010 aveva raccolto l'80 per cento dei consensi - Dispiace, perché Bossi resta nel nostro cuore, ma ha fatto la cosa più intelligente visto quanto sta succedendo".

"Come al solito in Italia - ha aggiunto Vettori - paga sempre l'allenatore, ma forse c'è anche qualche giocatore che dovrebbe andarsene. Qualcuno lo ha tradito - ipotizza il sindaco di Gorgo - È facile dire che la colpa è del generale, ma quanti dei colonnelli intorno gli hanno detto come stavano veramente le cose, e del malumore che agitava la base?".

Nonostante la fedeltà al Senatur, tuttavia, cresce sempre di più la voglia di rinnovamento, di cui si è tanto parlato in occasione dell'elezione di Giorgio Granello: "La voglia di cambiare nel movimento c'era già prima - ha spiegato Vettori - Bossi resta dentro di noi, però qualche volta bisogna avere il coraggio di girar pagina".

BENE IL TRIUMVIRATO - Anche Giuseppe Covre, ex sindaco di Oderzo che da tempo si batte per il cambiamento nel partito, rende l'onore delle armi a Umberto Bossi: "Onore al comandante e lunga vita, anche perché merita il riposo del 'guerriero' e rispetto per tutto l'impegno, il lavoro, la vita che ha dedicato al movimento".

E in merito al "triumvirato" di Maroni, Calderoli e Dal Lago, Covre ha dichiarato all'ANSA: "Se ci fossero stati solo tre 'lumbard', non sarei stato assolutamente d'accordo: ma così va già meglio, io però farei un 'lumbard, un 'piemontes' e un veneto".

IL CERCHIO MAGICO - "Non conosco le carte, in via Bellerio sono 18 anni che non metto piede - ha aggiunto Covre - dico quel che dicono i militanti, si sono persi per strada i valori fondativi, la nostra missione fondativa basata su quattro valori: onestà, servizio, trasparenza e libertà".

Il sindaco di Oderzo, infine, punta il dito contro il cosiddetto "cerchio magico": "Sono quelle persone che hanno utilizzato la debilitazione fisica del segretario per fare carriera e qualcuno per fare anche gli affari propri: queste persone dei sacri principi fondativi se se sono fatte un baffo, abbiano la dignità di togliersi dalle scatole quanto prima, prima che la militanza prenda i forconi".

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