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Inserimento lavorativo dei disabili nel Veneto: oltre 3 mila trovano collocamento

L'assessore, Donazzan: "Con le risorse del Fondo regionale, alimentato dai contributi dei datori di lavoro e gestito dalle Province, si sono raggiunti ogni anno circa 2500 destinatari, di cui un migliaio di tirocini"

TREVISO “L’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo dei disabili è una delle priorità della Regione Veneto. Che questa amministrazione persegue non solo impegnando i trasferimenti del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili e le risorse del Fondo regionale per l’occupazione dei disabili, ma anche impegnando risorse del Fondo sociale europeo e  sostenendo progetti integrati, come le 11 azioni di coesione territoriale e il piano straordinario di assunzioni di disabili concertato con l’assessorato alla sanità e le aziende del servizio sanitario regionale”.

Nel replicare alla senatrice Laura Puppato, che aveva lamentato il taglio in Veneto dei tirocini di inserimento lavorativo per i disabili, l’assessore regionale alla Formazione e al lavoro Elena Donazzan riepiloga quanto fa la Regione per l’inserimento lavorativo di invalidi e persone con handicap. “In Veneto sono circa 20 mila i disabili in cerca di occupazione e iscritti alle liste previste dalla legge 68/99 “Norme per il diritto al  lavoro dei disabili” – premette l’assessore – e di questi ogni anno oltre 3 mila trovano collocamento. Con le risorse del fondo nazionale per il lavoro di invalidi e disabili nel 2014 è stato possibile finanziare 165 assunzioni, un numero elevato se comparato con quello delle altre regioni. Con le risorse del Fondo regionale, alimentato dai contributi dei datori di lavoro e gestito dalle Province, si sono raggiunti ogni anno circa 2500 destinatari, di cui  un migliaio di tirocini”.

“In questo ambito la capacità di spesa delle singole Province è stata molto diversa – fa notare l’assessore – e va detto anche che dal 2009 le norme del patto di stabilità interno hanno comportato un rallentamento nei trasferimenti annuali del fondo verso le Province. Tuttavia le Province hanno continuato sin a tutto il 2015 a realizzare interventi per incentivare le assunzioni di disabili, per tirocini di inserimento lavorativo e per adeguare i posti di lavoro alle esigenze dei disabili. Interventi che proseguiranno nel 2016, con risorse più regolari, visto che  le nuove norme di armonizzazione contabile ora consentono di riprendere i trasferimenti regionali verso le Province”.

Ma oltre all’utilizzo dei due Fondi pubblici, nazionale e regionale, la Regione Veneto incentiva l’inserimento lavorativo dei disabili facendo leva anche sui fondi comunitari. ”Con il Fondo sociale europeo sono stati finanziati 11 progetti integrati pubblico-privato tra il 2014 e il 2015 – puntualizza Donazzan – che hanno coinvolto 140 disabili in tirocini lavorativi (a 600 euro al mese) e interventi formativi, con un investimento complessivo di quasi 5 milioni di euro tra Comuni, Province, Ulss e cooperative sociali”.

“Inoltre – annuncia l’assessore – a fine 2015 questo assessorato,  di concerto con l’assessorato alla sanità, ha concordato un piano straordinario di 500 assunzioni di disabili nei servizi che le aziende sanitarie affidano alle cooperative sociali”. Alla luce di questa pluralità di interventi -  conclude Elena Donazzan – invito a non limitare le valutazioni sull’efficacia delle politiche regionali esclusivamente ai tirocini di inserimento lavorativo o di quelli socializzanti. Pur nella generale contrazione delle risorse, dettata dalla crisi della finanza pubblica e dalla crisi economica che ha colpito tutti i segmenti del lavoro, abbiamo garantito, con una pluralità di interventi e grazie alle sinergie tra enti locali e privato, circa 3 mila inserimenti lavorativi anche nell’ultimo anno”.

 “Nessuno mette in discussione la bontà delle politiche sociali venete, oggettivamente all’avanguardia nel panorama nazionale, le mie domande erano molto puntuali e riguardavano i fondi che giungono dai datori di lavoro, ovvero i 5 milioni annui che dichiara la stessa Assessore, che non sono stati erogati dopo il 2013 dalla Regione.”, così Laura Puppato risponde alle dichiarazioni dell’assessore Donazzan.

“Sono più che felice di sapere che dal 2016, grazie alla nuova finanza pubblica riformata dal Governo Renzi, la Regione sarà più libera di spendere per il sociale e per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, a sostegno delle politiche attive di province e ULSS. La mia non era dunque una valutazione complessiva, ma una domanda puntuale e, come ho scritto all’Assessore, sono sempre intenzionata a collaborare quando si tratta di poter aiutare i cittadini veneti. Sono felice di constatare che il mio intervento sia servito a fare chiarezza sul tema” ha continuato Puppato.

“La mia preoccupazione è inerente al fatto che, perdurante la situazione di incertezza sui fondi regionali, province e ULSS si sarebbero trovate in difficoltà anche in altri progetti di politica sociale finanziati con la quota pro-capite dei comuni, ma sono felice di leggere che l’Assessore rassicura sull’erogazione dei fondi e spero che questo possa incentivare i tanti progetti che Donazzan ha elencato e promuoverne di nuovi” ha concluso la senatrice.

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