Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica Santa Bona

Domiciliari per i carcerati di Santa Bona, Rizzotto: «Non è questa la risposta al virus»

La capogruppo di Zaia Presidente: «Il problema del sovraffollamento carcerario si risolve con più mezzi e più uomini, non liberando i colpevoli»

«Uno dei fondamenti dello Stato di diritto è la certezza della pena. Se uno Stato abdica questo principio, viene meno un pilastro essenziale e con esso la fiducia dei cittadini verso le istituzioni. I trevigiani cosa diranno quando 50 delinquenti torneranno a scontare la loro pena tra le mura a fianco della loro casa?». E’ Silvia Rizzoto, capogruppo di Zaia Presidente, a commentare la notizia che al carcere di Santa Bona la risposta al sovraffollamento carcerario e all’emergenza Coronavirus è nella disposizione del Governo che consentirebbe agli istituti penitenziari di rispedire ai domiciliari alcuni dei condannati.

«La folle norma per svuotare le carceri voluta da questo Governo sta iniziando a trovare applicazione anche nel nostro territorio, ed è allucinante. Cinquanta persone che si sono macchiate di reati diversi potrebbero presto tornare al proprio domicilio. Di fronte ad un dramma sanitario, è questo il meglio che uno Stato come l’Italia riesce a fare? Il problema del sovraffollamento carcerario si risolve con più mezzi e più uomini, non liberando i colpevoli. Ed anzi, chi verificherà che questi galeotti non tenteranno di fuggire o tornare a delinquere? In queste settimane tutte le forze dell’ordine sono impegnate a monitorare il territorio: la scelta del carcere di Treviso, figlia di una norma voluta da Partito Democratico e 5 Stelle, è irrispettosa verso i cittadini. Una vergogna che speriamo venga presto sanata» conclude la Rizzotto.

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