Scuole sotto organico, Donazzan ne parla al ministro Carrozza

L'assessore regionale all'Istruzione ha esposto a Maria Chiara Carrozza le problematiche degli istituti veneti, dove la crescita delle iscrizioni è stata superiore alle aspettative

Nel giorno di inizio degli esami di maturità, con la prova di italiano, l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, ha incontrato il ministro Maria Chiara Carrozza.

In occasione della riunione degli assessori regionali, Donazzan ha riferito al ministro all'Istruzione l'ottimo lavoro svolto dall'Ufficio Scolastico Regionale veneto e della qualità della scuola della nostra regione.

L'assessore Donazzan ha approfittato per sottolineare la penuria di personale negli istituti veneti, cheidendo a Carrozza di togliere dal patto di stabilità la formazione iniziale: "Purtroppo, ogni volta, bisgona spiegare a un nuovi ministro l'importanza della formazione iniziale".

“L’Ufficio scolastico regionale del Veneto versa in gravi condizioni di mancanza di personale, sia di dirigenti, sia di docenti sia di personale ATA  - ha ricordato l’assessore veneto - e nonostante il lavoro certosino di risparmio e di riorganizzazione delle risorse umane, il continuo incremento degli studenti mette la scuola del Veneto in gravissime condizioni arrivando ad immaginare aule incapaci di contenere anche 34 studenti. Con la presente mi permetto di fare mia la richiesta che l'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha formalizzato al Ministero e chiedo che il riparto degli organici per il Veneto sia pensato nel rispetto degli studenti e dei docenti”.

I contingenti assegnati dal ministero, infatti, sono stati tarati su un calcolo della crescita degli alunni inferiore rispetto a quella reale, che è stata di 6.120 iscritti.

Secondo Donazzan servirebbero almeno 150 posti in più per non trovarsi a gestire classi con più di 30 alunni ciascuna.

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Tra le criticità più elevate della regione, la provincia di Treviso, dove l'incremento di un migliaio di alunni ha costretto ad accorpare le classi, spesso sforando i parametri numerici fissati, soprattutto a tutela degli studenti con disabilità.

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