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Politica Maserada sul Piave

Doppio incarico, Casellato si difende: "Faccio il sindaco gratis"

Il primo cittadino di Maserada sul Piave e deputato alla Camera replica alle polemiche sull'emendamento approvato dalle commissioni, che permette ad alcuni amministratori locali di mantenere due "poltrone"

Approvato nel cosiddetto "decreto del Fare" un emendamento che permette a una ventina di sindaci di portare a termine il loro mandato sebbene eletti anche alla Camera o al Senato.

Un emendamento che non ha mancato di suscitare polemiche, ma i sindaci si difendono. Tra questi Floriana Casellato, deputata del Pd e primo cittadino di Maserada sul Piave.

"Non vorrei si strumentalizzasse l’emendamento approvato", interviene Casellato, puntualizzando che i sindaci che potranno mantenere la loro carica sono per lo più alla guida di comuni di medie dimensioni e a meno di un anno dallo scadere del mandato.

“Appena eletta alla Camera ho sospeso la mia indennità economica da sindaco - ricorda Casellato - Da marzo infatti non percepisco nulla per continuare ad esercitare il mio mandato a Maserada sul Piave. Lo considero un servizio al territorio e ai miei cittadini, oltre che un supporto alla mia Giunta, in un mandato che ormai si sta concludendo".

"L’emendamento votato permette alla sottoscritta e a circa altri venti sindaci di comuni sotto i 15mila abitanti, di portare a termine un percorso che, come per me, dura da nove anni - aggiunge - Non è solo la soddisfazione di completare alcuni progetti e attività avviate nel tempo, ma un impegno verso i cittadini che mi hanno votato e che considerano il Sindaco da sempre un punto di riferimento”.

E il pensiero di Casellato va anche a Laura Prati, sindaco di Cardano al Campo, morta in seguito a una sparatoria in municipio: "La sua vicenda mi ha particolarmente commossa e nel ricordare Laura, penso ai molti sindaci che tutti i giorni diventano mediatori per le necessità dei propri cittadini, cercano risposte e soluzioni esercitando con passione e grande impegno l’incarico assunto con l’elezione. Non è permettendo ad alcuni di loro, a costo zero per la collettività, di concludere il proprio mandato, che si commette uno sbaglio. L’errore, piuttosto - conclude - è rallentare e impedire i lavori del Parlamento rischiando di far slittare decreti importanti come quelli in agenda per queste due settimane”.

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