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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Dossier di Coalizione Civica: «Si frenino il consumo di suolo e le colate di cemento»

Ben ventidue pagine sullo stato dell’edilizia e dell’urbanistica in città. Calesso: «Si promuova la conservazione e la realizzazione dei luoghi della socialità e del vivere comune»

Un dossier di ben ventidue pagine sullo stato dell’edilizia e dell’urbanistica in città. Questo quanto realizzato da Coalizione Civica per Treviso per dire “basta” al consumo di suolo e alle colate di cemento nel capoluogo. «Il periodo che abbiamo analizzato attraversa due mandati amministrativi e, di conseguenza, lo scopo del lavoro non può essere quello di attribuire una “responsabilità univoca” rispetto a tutto quello che è accaduto in questi tre anni - dichiara Gigi Calesso, ambientalista e figura di spicco del partito trevigiano – Di certo, però, possiamo dire che l’attuale Amministrazione comunale sta avallando la cementificazione della città a scapito del verde pubblico e della salute dei cittadini. Basti solo pensare che in pochi anni Ca’ Sugana ha già ampliato la superficie a destinazione commerciale di 9mila metri quadrati, oltre ad aver prorogato almeno sette piani edilizi in scadenza, per un totale di oltre 100mila metri cubi di nuova edificazione per i quali stava per arrivare il termine per la conclusione dei lavori e che, perciò, si sarebbero potuti evitare. Il sindaco Mario Conte, quindi, dovrebbe quanto prima invertire la rotta, trasformando i “quartieri dormitorio” in nuove centralità urbane con vitalità, servizi pubblici e negozi di vicinato, il tutto senza espandere ulteriormente le aree già urbanizzate. L’obiettivo, infatti, dovrebbe essere quello dei cosiddetti “recuperi urbani” senza consumare il suolo preesistente e, in tutto questo, l’aumento di cubatura degli edifici non è affatto indispensabile».

Per Coalizione Civica, però, la normativa regionale nota come “Piano casa”, la quale ha consentito molte delle edificazioni sotto esame nel dossier, ha di fatto esautorato le Amministrazioni locali dalla possibilità di governare compiutamente le trasformazioni del territorio, consentendo di arrivare a costruzioni anche di notevole importanza utilizzando unicamente un processo amministrativo che non richiede scelte politiche o delibere della Giunta né, tantomeno, del Consiglio Comunale. Ciò non toglie, secondo Calesso, «che sul territorio comunale l’edificato continua a crescere a ritmo accelerato senza alcun tipo di disegno organico o rapporto con le dinamiche demografiche. Inoltre, il “Piano casa” sta letteralmente stravolgendo il paesaggio urbano e lo stesso “equilibrio” di molte zone cittadine in quanto permette la realizzazione di palazzi anche di cinque piani dove prima esistevano piccole abitazioni, modificando così sia lo skyline cittadino che il traffico veicolare».

Gigi Calesso punta poi il dito su alcune operazioni edilizie a suo dire poco oculate: «Villa Van Den Borre e Villa Goppion-Doimo sono oggi prestigiose “vittime” delle nuove scelte edilizie visto che sono state recentemente abbattute, senza nessuna attenzione per il loro valore architettonico, e questo per lasciare spazio a nuovi edifici. E ancora, nei mesi scorsi sono arrivati alla definitiva approvazione anche i progetti che prevedono il completo abbattimento sia delle ex-Grafiche Zoppelli che di due capannoni in via Cattaneo. In entrambi i casi siamo di fronte a degli interventi che danneggiano irreparabilmente alcuni importanti elementi dell’architettura del Novecento presenti in città. Il tutto senza contare gli episodi controversi in cui la magistratura e la Commissione edilizia hanno già contestato i progetti d’edificazione, come nel “Bosco verticale” in Restera e all’ex-cinema Edison in centro storico. In entrambe le situazioni, infatti, il TAR ha ritenuto che l’altezza dei nuovi edifici non rispetti la normativa vigente e il Comune si trova ora a dover decidere che cosa fare di palazzi ormai realizzati».

«Insomma – conclude Calesso – ciò che chiediamo come Coalizione Civica è di limitare le nuove edificazioni residenziali per promuovere invece la conservazione e la realizzazione dei luoghi della socialità e del vivere comune: la piazza e il verde pubblico non sono elementi residuali ma luoghi cardine della vita cittadina, di incontri e relazioni, utili per tutta la comunità».

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