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Educazione civica nelle scuole, Colmellere: «Materia fondamentale per i giovani»

L'onorevole: «Il periodo attuale ci richiama alla necessità di percorsi di crescita improntati sulla legalità, sulla solidarietà, sul rispetto istituzionale, sulla cittadinanza attiva»

Un anno fa la Camera approvava la legge per riportare sui banchi di scuola l’educazione civica obbligatoria e curricolare. A 12 mesi di distanza, in piena emergenza Coronavirus, l’onorevole trevigiana Angela Colmellere – relatrice in aula del provvedimento – chiede al Governo «che si dia seguito alla legge, la cui attuazione fu rinviata all’anno scolastico 2020/21, inserendo finalmente l’educazione civica come materia di studio dagli asili alle scuole superiori».

«Tanto più in un momento come questo – commenta Colmellere – è necessario dare valore al patrimonio di senso civico e volontariato di cui sono portatori i nostri ragazzi e cittadini. Senza il supporto di tanti volontari, a partire dalla Protezione civile e dalle associazioni delegate all’emergenza-urgenza, senza il coordinamento dei sindaci e degli amministratori locali, il Paese non avrebbe retto l’impatto di questa situazione. Come abbiamo chiesto nella legge, condivisa da tutte le forze parlamentari, è fondamentale che bambini e ragazzi conoscano in classe la ricchezza della solidarietà, della sussidiarietà  e dell’alta moralità per essere pronti a dare il proprio contributo fin da subito. Spero che anche in questi giorni, durante le lezioni a distanza, non manchino occasioni per instillare negli studenti piccole ma preziose gocce di educazione civica».

«Sarebbe stato bello iniziare questo percorso già lo scorso settembre – conclude Colmellere – ma il Governo ha preferito rinviare. Ora si diano alle scuole indicazioni chiare senza perder altro tempo. Il periodo attuale ci richiama alla necessità di percorsi di crescita improntati sulla legalità, sulla solidarietà, sul rispetto istituzionale, sulla cittadinanza attiva e sul rispetto delle norme».

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