Giovedì, 21 Ottobre 2021
Politica Susegana

Electrolux e Green Pass, Breda: «Lo sciopero dei lavoratori è necessario»

Lo storico esponente delle Rappresentanze sindacali interne all'azienda di Susegana: «Facendo pagare ai lavoratori i tamponi utili a ottenere il certificato verde, come alternativa al vaccino, l'Italia costringe i meno ricchi a piegarsi all'imposizione di stampo classista»

«Credo che un nostro sciopero come lavoratori sia ora necessario. Pur sostenitore della utilità dei vaccini, che sono comunque tutt'ora classificati sperimentali, trovo la decisione del Governo e dei partiti, in accordo con imprese e sindacati, una delle peggiori prove antidemocratiche del Dopoguerra. No allo Stato Leviatano (a significare il carattere di una forza mostruosa che domina i comportamenti umani e tutto decide per loro)». A dirlo è Augustin Bruno Breda, storico esponente delle Rappresentanze sindacali interne dell'Electrolux di Susegana, in antitesi con la stessa categoria di appartenenza (Fiom Cgil), oggi a Bologna per l'assemblea nazionale dei delegati e delle delegate Fiom-Cgil, sindacato che festeggia oggi i 120 anni. «La violenza verbale e la pressione istituzionale con cui in Italia, e solo in Italia, si descrive e si trattano i cittadini che, nel rispetto della legge, scelgono di non vaccinarsi - prosegue il sindacalista - rappresenta uno dei volti peggiori della ignobile discriminazione di Stato».

Per Breda «termini come stanare, inseguire, tracciare, colpire, ricercare e imporre...usati in questo periodo verso i cittadini, ricordano il nefasto violento motto di Stato "traccia il solco ma è la spada che lo difende". È preoccupante la compressione di una libertà dei popoli prima statuita per legge e poi negata surrettiziamente per decreto. Libertà ribadita anche nei recenti provvedimenti europei, ma ignorati e ora palesemente violati con provvedimenti ignobili che metteno il Paese fuori dalla migliore Europa. Siamo l'unico stato in Europa a imporre il Green Pass di massa, con gravi sanzioni per l'accesso al lavoro, diritto esso sì primario nel nostro ordinamento costituzionale (fino al licenziamento pare) facendo pagare ai lavoratori i tamponi utili a ottenere il certificato verde, come alternativa al vaccino, l'Italia costringe i meno ricchi a piegarsi all'imposizione di stampo classista». «Credo quindi che un nostro sciopero come lavoratori sia ora necessario. Non si può né sentire né accettare questa deriva oggi sui Green Pass e domani su cos'altro?» conclude Breda.

La risposta della Fiom-Cgil

«Noi vogliamo che il Governo si assuma fino in fondo la responsabilità politica che gli spetta e quindi si arrivi all'obbligo vaccinale. La tutela della salute pubblica supera qualunque logica o interesse individuale. Al tempo stesso crediamo che in questa fase sia necessario che all'obbligo del Green Pass si accompagni una fase transitoria in cui il tampone sia gratuito. Per chiudere poi riteniamo che vada risolta la questione della quarantena non pagata dall'INPS. Va sostenuto il sistema di tracciamento e non ostacolato» afferma Enrico Botter, segretario generale della FIOM CGIL di Treviso.

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