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Elettrodotto, Terna: "Nessun aut aut sull'avvio in autorizzazione"

Elettrodotto Trasversale in Veneto, interviene Terna: la rinuncia alle demolizioni è una sconfitta per tutti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

In riferimento ai commenti rispetto all’audizione sull’elettrodotto “Trasversale in Veneto” in Provincia di Treviso, Terna - gestore rete elettrica nazionale ad alta e altissima tensione - ribadisce che non sta “ricattando” gli enti locali, ma al contrario sta con essi dialogando da oltre 5 anni, per definire la migliore fascia di fattibilità entro cui collocare i 30 km di nuova linea e per poter associare a essi la demolizione di oltre 86 km di vecchi elettrodotti.

Terna si stupisce che la trasparenza sia intesa come aut aut e conferma quanto affermato durante tutti gli incontri:

  • secondo le procedure vigenti, la demolizione delle vecchie linee, è possibile solo se inserita all’interno di un accordo siglato con i Comuni;
  • l’opera sarà avviata in autorizzazione, con la procedura della L. Obiettivo, nel più breve tempo possibile, perché l’intervento sulla rete elettrica del veneziano e della Marca non può essere più rimandato.

Terna rigetta dunque ogni accusa di “ricatto” e precisa che qualora l’opera venisse avviata in autorizzazione senza un connesso piano di dismissioni di vecchie linee, sarebbe una sconfitta per tutti: Enti Locali, Terna e soprattutto i cittadini che non avranno benefici dalla realizzazione della nuova linea.

Terna, confermando l’indispensabilità e l’urgenza di un’opera di cui discute con gli enti locali da 10 anni, è pronta a partecipare a ogni incontro che gli enti locali ritenessero utile convocare - in tempi forzatamente brevi - per evitare questa sconfitta.

Al contempo, Terna continuerà a smentire ogni informazione mendace tesa a ingannare i cittadini e gli amministratori:

  • è falso che “in Belgio gli elettrodotti sono tutti interrati”, come affermato dall’on. Andrea Zanoni. I dati ufficiali pubblicati sul sito del gestore nazionale della rete elettrica belga Elia, dimostrano esattamente il contrario: in Belgio le altissime tensioni (380kV e 220kV) vengono realizzate soltanto in aereo, non c’è nemmeno un metro di cavo interrato.
  • è falso che Terna “non tenga conto della preoccupazione per la salute dei cittadini”: Terna progetta rispettando quanto imposto dalla legge italiana, che è la più restrittiva in Europa per quanto concerne i campi elettromagnetici.
  • è falso ripetere che “Terna non interra perché i costi sono elevatissimi”. Interrare le linee ad altissima tensione costa (ai cittadini, dalle cui bollette provengono gli investimenti di Terna) dieci volte il costo della linea aerea, ma a Terna – che è remunerata in percentuale sugli investimenti – “converrebbe” investire di più. Ma il cavo interrato, in caso di guasto, richiede diverse settimane per il ripristino, durante le quali la rete elettrica circostante deve assolvere ai compiti della linea in cavo non più in servizio: poiché la rete esistente in Veneto già ora non è più sufficiente a garantire la continuità di alimentazione di una vasta area del territorio tra Venezia e Treviso, realizzare la “Trasversale” tutta in cavo significherebbe intervenire incrementando insostenibilmente la già pericolosa esposizione della regione al rischio di blackout.
  • è falso dire che “l’opera svaluterà terreni ed edifici” perché il numero di edifici che potrebbero godere degli effetti dello smantellamento è pari a 1.834 (numero calcolato a una distanza di 100 m dalle attuali linee che saranno demolite), a fronte di 131 edifici che a tale distanza vedranno il nuovo elettrodotto.
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