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Giovedì, 26 Maggio 2022
Elezioni comunali 2013

Ballottaggio con Gentilini, Manildo cauto: "Non faccio previsioni

Il candidato del centro-sinistra trevigiano non si sbilancia troppo sul confronto con lo "Sceriffo" e annuncia che cercherà il dialogo con gli elettori di Zanetti

"Per abitudine non faccio mai previsioni ma, da tennista in gioventù, oggi dico che abbiamo il servizio", è positivo ma non si sbilancia troppo Giovanni Manildo, in vantaggio sul candidato favorito, Giancarlo Gentilini, e con questi al ballottaggio del 9-10 giugno prossimo.

Manildo, per tutta la durata dello spoglio delle schede, lunedì ha mantenuto un vantaggio fra gli 8 e i 10 punti sullo "Sceriffo". Alla fine i consensi per l'esponente del Pd sono stati il 42,5%, contro un 34,8% del popolare leader della Lega.

Ma per il secondo turno i giochi sono aperti. A pesare è il riscontro ricevuto dalla coalizione civica di Massimo Zanetti (10,5%), di area centrodestra. Zanetti, a spoglio non ancora concluso non aveva tardato a dichiarare che i propri elettori al ballottaggio eviteranno il rischio di "consegnare la città alla sinistra".

"Francamente - ha commentato Manildo, avvocato di formazione cattolica - mi spiace che anche Zanetti, come Gentilini, in qualche modo sbandieri la paura della sinistra ideologica. Non riesco a capire la sua discesa in campo come alternativa alla Lega, se coniugata con la raccomandazione a votare per Gentilini espressa lunedì".

"In queste due settimane - ha proseguito - andremo a parlare anche con gli elettori di Zanetti perché siamo convinti che almeno una parte di essi con il proprio voto abbiano manifestato un desiderio di cambiamento".

In merito ad un possibile confronto con il Movimento 5 Stelle, Manildo ha precisato che "non vi saranno dialoghi con i vertici", anche perché la struttura stessa di questa formazione non prevede una gerarchia come quella degli altri partiti.

"Però molti punti di convergenza fra i nostri programmi ci sono - ha aggiunto - e sono certo che anche con una parte di loro si potrà ragionare".

In astratto, ha spiegato ancora Manildo, "a fronte di competenze e capacità" un assessore in giunta che provenga da M5S ci potrebbe essere. "Ma questo - sempre parlando in ambiti puramente teorici ha precisato Manildo - non avrà alcuna connotazione di accordo elettorale per il ballottaggio".

Rispetto ai prossimi giorni di campagna elettorale, infine, Manildo ha spiegato che i contatti con i vertici del Pd sono in corso fin da stamani e che spazi di disponibilità a tornare a Treviso sono stati espressi sia dagli ambienti di Matteo Renzi che da quelli di Deborah Serracchiani.

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