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Elezioni Treviso 2013, in 300 in piazza per Beppe Grillo

Circa 300 persone giovedì sera hanno sfidato la pioggia per assistere alla tappa trevigiana dello Tsunami Tour di Beppe Grillo. Tra i temi toccati dal genovese, l'impegno dei M5S in parlamento, il vilipendio, Berlusconi e la morte dei partiti

Non è stato un bagno di folla come quello di febbraio per Beppe Grillo, approdato con il suo camper nella Treviso allagata di giovedì per tirare la volata della campagna elettorale di Alessandro Gnocchi e degli altri candidati del Movimento 5 Stelle nella Marca, Stefano Astolfo (Motta), Pierluigi Bassetto (Mareno) e Marina Lorenzon (San Biagio).

In trecento hanno atteso l'arrivo del comico genovese, candidati consiglieri e sicurezza compresi. Un pugno di persone se confrontate con i circa 5mila spettatori dello show di febbraio. Complice il maltempo e, forse, un calo di interesse per il Movimento, in piazza dei Signori non si è vista la calca di due mesi prima.

L'energia di Grillo sul palco, tuttavia, era la stessa.

Contro ogni previsione, nessun sarcasmo sul candidato più discusso di Treviso, Giancarlo Gentilini. A parte un ironico "Qui siete proiettati verso il futuro", Grillo ha parlato dello "Sceriffo" come di un "uomo di cuore", che "fa la sua politica da tanti anni". "Ho tutto il rispetto del mondo", ha affermato il genovese.

Ciò non toglie che a Treviso le cose vadano cambiate, ha ribadito Grillo, che ha elogiato non solo il lavoro dei suoi in parlamento ma anche l'operato del consigliere uscente David Borrelli.

Dal palco di piazza del Signori, Beppe Grillo ha illustrato ai trevigiani i "lavori in corso" dei parlamentari a 5 stelle: dalla proposta (respinta) di impiegare la diaria per il microcredito al reddito di cittadinanza, dai tagli alla spesa pubblica al disegno di legge per abolire il reato di vilipendio al presidente della Repubblica.

"Se oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto che spetta alle Camere decidere - ha affermato Grillo - è forse perché anche lui è d'accordo sull'abrogazione del reato. Il vilipendio - ha proseguito - è un reato punibile da uno a cinque anni che è inserito nel codice Rocco, ossia nel codice penale del fascismo".

E non potevano mancare due parole sui partiti, destinati secondo Grillo a una morte imminente.

"Noi questo paese ce lo dobbiamo prendere come la Protezione Civile perché sarà un paese in macerie - ha dichiarato prevedendo alle prossime elezioni uno scontro fra M5S e Pdl - "Berlusconi forse non andrà più nelle piazze, per un problema organizzativo. Nessuno non ci va più in piazza e questi sono segnali da tenere presente".

"Noi intanto stiamo lì ad elaborare leggi come quella sul reddito di cittadinanza. Magari non salviamo le imprese - ha concluso - ma salviamo le persone che per tre anni potranno contare su un reddito, e per questo i soldi ci sono".

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