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Elezioni Politiche 2013

Elezioni 2013 a Treviso, Zaia: "Lega rifletta sulle sue colpe"

Di fronte al risultato disastroso delle elezioni politiche, secondo il governatore del Veneto, Luca Zaia, il Carroccio dovrebbe riflettere sui propri sbagli

E' critico nei confronti del proprio partito Luca Zaia, governatore del Veneto.

Pur auspicando che Roberto Maroni non si dimetta da segretario della Lega, Zaia bacchetta il Carroccio in Veneto guidato da Tosi.

"Venga o meno eletto governatore della Lombardia, ritengo che Maroni non debba dimettersi da segretario della Lega Nord - ha dichiarato il governatore veneto - perché può essere quella figura di garanzia di cui il nostro partito ha bisogno".

Né chiede il ritiro di Flavio Tosi, "anche se ha commesso secondo me due errori": uno quello di aver perso "la grande opportunità di ricompattare le due anime della Lega", operando delle scelte di candidati "le cui qualità non discuto, ma che non hanno risposto alle richieste del territori". L'altro, quello di aver lanciato l'idea di un nuovo soggetto politico a tre giorni dal voto, quello di un partito con modello bavarese.

Il grande exploit di queste elezioni, riflette Zaia, è quello di Grillo "che adesso dovrà decidere, giustamente, come impiegare i voti raccolti".

Ma è il risultato della Lega a dover fare riflettere, sottolinea, "visto che nel 2010, io vinsi con il 35% e, rispetto a quel dato, adesso siamo crollati. Ma sono convinto che, quando ne avremo la possibilità, nelle prossime elezioni, dimostreremo che i Veneti non ci hanno abbandonato".

Zaia evidenzia che le responsabilità "non vanno cercate in altri partiti, o peggio ancora, addossando la colpa agli elettori, pur avendo trovato tanti cittadini che votano Lega che, stavolta, hanno preferito votare Grillo alla Camera per dare uno scossone. C'è invece da fare una grande riflessione sulle nostre colpe, pensando, nel rinnovamento che non ostacolo, a creare prima una lista di una decina di punti di contenuti, piuttosto che concentrarci sul contenitore, del quale mi interessa relativamente".

"E' sulla base di questi punti - conclude Zaia - che va poi fatta un'offerta pubblica di alleanza sul territorio e non parlando prima, ad esempio con gli ex democristiani, senza sapere di quali temi, in quella che sembra la vecchia politica della calcolatrice".

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