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Elezioni Politiche 2013

Elezioni politiche 2013, leghisti trevigiani in sciopero contro le liste

In segno di protesta contro le liste depositate dalla Lega Nord per le elezioni del 24-25 febbraio 2013, i membri trevigiani del Carroccio hanno deciso di scioperare e di non contribuire alla campagna elettorale

I leghisti trevigiani hanno deciso di boicottare la campagna elettorale del Carroccio.

"I manifesti appendeteli da soli", "Non chiederò a nessuno di votare Lega": la scelta dei candidati alla Camera e al Senato, dopo l'alleanza mal digerita con il Pdl per la conquista della Lombardia, ha scatenato le proteste della base trevigiana del partito, che si prepara allo sciopero bianco.

Delusi dai nomi decisi dai vertici non sono solo i bossiani, ma anche i maroniani. Incuranti delle proposte della provincia, il partito ha schierato in Veneto appena una manciata di nomi trevigiani, la maggior parte dei quali non arriveranno mai in Parlamento.

Gli unici a poter sperare di passare sono Marco Marcolin, Patrizia Bisinello e Arnaldo Pitton.

Il primo focolare della protesta si è acceso nell'area dell'Opitergino-Mottense, roccaforte del vice-segretario provinciale Arnaldo Pitton, dopo l’esclusione di Gianantonio Da Re dalla segreteria provinciale, prima, e di Giampaolo Vallardi dalle liste, poi.

E a ben poco è servito candidare Pitton al terzo posto in lista per il Collegio Veneto 2. Gli stessi militanti che in un primo momento avevano sostenuto il nuovo segretario Giorgio Granello, ora stanno pensando a una raccolta firme per sfiduciarlo.

Ma l'area del malcontento è più vasta: sono una cinquantina i primi cittadini leghisti che si sentono traditi, soprattutto dal leader Roberto Maroni, che a Treviso aveva sottolineato il ruolo centrale dei sindaci nel partito.

"Noto che nelle liste di Camera e Senato compaiono leghisti che, con il territorio, hanno poco o nulla a che fare - osserva Gian Paolo Gobbo, intervistato da La Tribuna di Treviso - E infatti nel tempo non è che abbiano raccolto grandi risultati".

Anche Gianangelo Bof, sindaco di Tarzo, teme "una sonora sconfitta", Bepi Covre è incerto sull'andare a votare. Da Re parla addirittura di "un deficti di democrazia". Ma anche i non leghisti storgono il naso, come il primo cittadino di Fregona, Giacomo Del Luca, stupito di non vedere il nome di Giampaolo Vallardi in lista.

L'unico soddisfatto sembra essere il sindaco di Cornuda, Marco Marcolin, capolista alla Camera.

La delusione della base, però, non sembra tangere le alte sfere del Carroccio, che tendono a minimizzare e cercano di dirottare l'attenzione sul voto del 24-25 febbraio.

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