Contributi a fondo perduto per 16 miliardi: «Servono alle microimprese venete»

Raffaele Baratto deputato di Forza Italia in Commissione Finanze commenta con toni duri le nuove misure del Governo: «Stato latitante. Precedenza a imprese del Nord, le più colpite»

Raffaele Baratto (Immagine d'archivio)

Un annuncio quello del governo volto a contenere le proteste seguite all'inefficacia delle misure del così detto DL Liquidità che sulla carta mette a disposizione oltre 400 miliardi di euro di garanzie pubbliche per prestiti legati all'emergenza Coronavirus.

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«E’ ormai evidente a tutti - commenta Raffaele Baratto deputato di Forza Italia in Commissione Finanze - che la burocrazia impedirà la maggior parte delle erogazioni previste con il DL liquidità. Molti imprenditori rinunciano in partenza, di fronte alle richieste delle banche che hanno creato procedure complesse e articolare, una per istituto! Il rischio vero è che qui 400 miliardi rimangano solo un annuncio, un fondo a cui attingeranno solo le grandi imprese lasciano migliaia di Pmi, professionisti, esercenti, ristoratori al loro destino. Ricevo da giorni le telefonate disperate da parte di tanti piccoli artigiani, esercenti, ristoratori. Non si sono mai arresi, in un paese in cui fare impresa è infinitamente più difficile che altrove, ma questa crisi li ha piegati e rischia di dare loro il colpo di grazia. Nessuno li sta aiutando ed anzi ora il Governo ha deciso di prolungare la loro agonia, costringendoli in alcuni casi ad un altro mese di chiusura. A queste persone vanno date risposte e soprattutto vanno compensate le perdite ingenti che hanno subito, non attraverso un prestito ma attraverso un vero e proprio contributo di solidarietà - spiega Baratto che prosegue - L’annuncio del Ministro Patuanelli arriva con almeno un mese di ritardo - denuncia - 16 miliardi sono nulla in confronto alle entità di finanziamenti a fondo perduto messi a disposizione in Francia e Germania dove i soldi sono già nei conti correnti di imprenditori e commercianti. Ma sono un inizio, ora il punto è come verranno spesi e in che tempi - avverte categorico - ci batteremo affinché questi fondi siano affidati con priorità alle imprese e microimprese del Nord Italia e del Veneto in particolare, danneggiate da oltre due mesi di chiusura forzata. Il rischio concreto - conclude - è quello che decine di piccole botteghe, imprese artigiane, bar, ristoranti, parrucchieri scompaiano nel silenzio generale. Un tessuto economico vitale che lascerà un intero territorio doppiamente ferito, una volta dall'epidemia e la seconda dall'indifferenza di uno Stato latitante».

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