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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Politica

Zaia: “Vergogna, imprenditori non devono mantenere le mafie”

Il presidente si scatena: "Come italiano dovremmo vergognarci, i veneti devono pagare le tasse, ma non per mantenere sprechi"

“Dai dati resi noti oggi dalla Cgia di Mestre sul lavoro nero (Veneto soltanto quart'ultimo nella classifica) emerge che la regione non è quella piaga di evasori e datori di lavoro irregolare che troppo spesso molta pubblicistica facilona ama dipingere. E si dimostra che le prime vittime di uno Stato che al Sud si è dissolto sono proprio i giovani del meridione che, come testimonia il recente rapporto Svimez, emigrano al pari degli extracomunitari. Come italiani dovremmo vergognarci". Così commenta il presidente del Veneto Luca Zaia i dati diffusi dall'associazione artigiani di Mestre, la quale calcola in 102 miliardi il Pil sommerso alimentato da oltre 3 milioni di lavoratori in nero, per oltre la metà concentrati nelle regioni del Mezzogiorno.

"Gli imprenditori veneti amano essere in regola - riprende Zaia - vogliono vivere in un sistema economico sano, vogliono pagare le tasse ma nella misura giusta e non imposte calcolate per mantenere sprechi, caporalati, mafie e malavite, distorsioni del mercato, abusi, concorrenza sleale, uso criminale dei contributi pubblici e della Ue. Insomma - aggiunge -, dicono basta a tasse mantenute alte perchè altri non pagano e nessuno riesce a fargliele pagare. E dicono basta ad aiuti pubblici che finiscono in nulla mentre neppure un pezzo di carbone - nonostante un residuo fiscale attivo di 18 miliardi - arriva ad alimentare le caldaie delle locomotive del nord. Quelle che danno sviluppo e lavoro".

"Bisogna cambiare tutto, e in fretta. Il governo prenda quel coraggio che pare non avere - conclude Zaia - e cominci a sperimentare in tre regioni italiane un sistema di tassazione unica per le imprese. Io candido il Veneto: una aliquota del 30-35%; certezza che nessuna sorpresa arriverà a posteriori; mano durissima con chi evade; quota del gettito direttamente gestita dagli enti territoriali. Sono certo che, quando faremo i conti sul gettito, saranno costretti a darci ragione". (ANSA)

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