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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica Cison di Valmarino

Fisascat Cisl, Patrizia Manca riconfermata alla guida della segreteria generale

Si è concluso venerdì pomeriggio a Castelbrando il terzo Congresso della Federazione del commercio, turismo e terziario

Più ottimismo, più collegialità, più sinergie e unitarietà: inizia con slancio il nuovo corso della Fisascat Cisl Belluno Treviso che venerdì 3 dicembre, al termine della due giorni svoltasi nella cornice di Castelbrando di Cison di Valmarino, ha concluso il terzo Congresso rinnovando i vertici e i delegati. Nella nuova segreteria, che avrà il compito di guidare la Fisascat per i prossimi 4 anni, mentre esce - per pensionamento - Stefano Calvi, segretario aggiunto di Belluno, entrano Julia Minotto (in rappresentanza degli under 35) e Stefano Bristot.

Alla guida della segreteria generale è stata riconfermata Patrizia Manca, 54 anni, sarda di nascita e trevigiana d’adozione, impegnata nell’attività sindacale dal 2000, con una forte propensione all’impegno sociale, sviluppato nel mondo cattolico, nel volontariato e nella politica. Forte di un passato giovanile da assessore al Sociale e alla Cultura nel suo comune di origine, Tramatza (in provincia di Oristano), ha sempre coltivato la passione per il sindacato e nei primi anni 2000 è stata eletta delegata sindacale in un’azienda di servizi. Dal 2009 fa parte della segreteria della Fisascat di Treviso che dal 2013 si è unificata con Belluno.

Julia Minotto, 35 anni, di Falcade (BL), impegnata da 5 anni nel sindacato, è stata eletta in segreteria Fisascat dopo l’importante esperienza di operatrice. Con la qualifica di operatore socio-sanitario, ha lavorato in precedenza nei servizi domiciliari e in casa di riposo dove ha conosciuto il sindacato, diventando prima rappresentante aziendale, poi sindacalista.

Stefano Bristot, 54 anni, di Santa Giustina Bellunese, volto storico della Cisl bellunese, ha una vasta esperienza sindacale iniziata nel 1991, prima nella categoria Filca (dell’edilizia), poi nella Fim (metalmeccanici) fino all’approdo, nel 2001, alla Fisascat prima come delegato eletto anche nel direttivo.

Molti gli ospiti e gli interventi che si sono alternati sul palco di Cison, che ha visto riunite, in presenza dopo molto tempo, le rappresentanze di tutte le province del Veneto, a contraddistinguere l’esigenza della Federazione di condividere approcci e politiche trasversali per rappresentare al meglio gli oltre 12.300 lavoratori del terziario di entrambe le provincie, la categoria più colpita dalla pandemia.

Forte e chiaro l’intervento di Davide Guarini, segretario generale nazionale Fisascat Cisl, che ha puntato su tre parole chiave, tutte da interpretare e trasformare in adeguate azioni sindacali: una “buona contrattazione” per ottenere un “lavoro buono”, all’interno di un “profondo cambiamento”, tutte da declinare con l’approccio che caratterizza, e dovrà caratterizzare sempre più, il sindacato: con il cuore, il coraggio, la competenza e la concertazione che ha di fronte a sé molte sfide, prima fra tutte l’inclusione lavorativa di donne e giovani ed il contrasto alla crescente denatalità.

Alla concertazione territoriale la relazione introduttiva di Patrizia Manca ha dedicato ampio spazio, riscuotendo la condivisione delle parti datoriali. Il lavoro di un terziario che tenta di riemergere dopo la pandemia è affidato dunque, secondo Manca, ad alcuni principi di fondo: “Alla nostra visione - ha detto la segretaria generale - che potrà trovare supporto nello strumento della contrattazione territoriale, per creare sviluppo e benessere dei lavoratori, al dialogo con le parti, che trova nella bilateralità un potente sistema di partecipazione e sostegno di imprese e lavoratori e che nel nostro territorio è già diventato un modello efficace in grado di ridurre le conflittualità e di creare nuove opportunità anche per incrociare domanda e offerta di lavoro. Senza mai perdere di vista il denominatore comune che accompagna ogni politica e azione: la centralità della Persona, intesa con la P maiuscola, col suo capitale umano e valoriale, come motore dell’economia e del nuovo lavoro post-pandemia”.

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