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Flashmob di Fratelli d'Italia contro il Treviso Pride a difesa della famiglia naturale

Il partito della destra trevigiana chiede, a chi parteciperà e agli organizzatori, di non ostentare al massimo la propria identità sessuale. "Nessuna discriminazione, ma gradiremmo un'Onda decorosa" fa sapere il consigliere comunale Davide Acampora

TREVISO In occasione dell’annunciato evento Onda Pride previsto a Treviso città il prossimo 18 giugno, Fratelli d’ Italia - Alleanza Nazionale sezione trevigiana ha espresso il proprio dissenso nei confronti di una manifestazione che "corre il rischio di tramutarsi in una sfilata carnevalesca, come si è visto accadere in altre città ed in altre occasioni, dove lo spettacolo presentato nulla aveva a che fare con quelli che dovrebbero essere i veri sentimenti e i comportamenti di persone non diverse da tutto il resto della popolazione". 

"Il nostro timore è che la città di Treviso venga chiusa, creando disagi ai cittadini ed al traffico; inoltre le famiglie con bambini saranno costrette a trascorrere quella giornata fuori città per non assistere a quell'indecoroso spettacolo. Il nostro non vuole essere un attacco discriminatorio, ma tenendo al decoro della città vorremmo che le richieste dei partecipanti e degli organizzatori avvenissero con modalità diverse, senza ostentazioni pubbliche, come già viste in altre città italiane e nel resto del mondo, di situazioni che dovrebbero essere private" ha dichiarato Davide Acampora consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Treviso. Anche il presidente del circolo cittadino trevigiano, Roberto Biffis, ha manifestato il proprio dissenso alla manifestazione: “Pride significa orgoglio, che è un sentimento personale al quale nessuno può obiettare purchè esso sia vissuto in maniera positiva nei cuori e nelle menti senza ostentazioni inopportune che in certi casi possono essere ridicole financo sgradevoli” .

Al flashmob, previsto sabato in piazza Battistero a Treviso alle 17.15, sarà presente il portavoce provinciale Gianni Luigi Capraro assieme ad un nutrito numero di componenti del parito e militanti "non per contestare i diritti altrui, ma bensi per manifestare civilmente e legalmente la propria vicinanza verso la famiglia che vorremmo fosse molto più tutelata, sia come servizi sociali sia come agevolazioni economiche in modo da favorire l’incremento delle nascite spesso frenate dal timore di non poter arrivare a fine mese” così Simone Autiero dirigente dell’Assemblea Nazionale FDI-AN.

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