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Martedì, 16 Aprile 2024
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Fotovoltaico su suolo agricolo: «Colline del Prosecco a rischio»

Giovedì 17 marzo il progetto di legge per regolamentare l'uso del fotovoltaico nei terreni agricoli arriverà in Commissione regionale. Appello unito dagli esponenti del Partito Democratico

«Magari l’idea di vedere le Colline del Prosecco, patrimonio Unesco, invase da pannelli solari darà una sveglia a Zaia e alla Lega, facendo approvare in fretta la legge per regolamentare il fotovoltaico su suolo agricolo. Finalmente giovedì 17 il Pdl arriverà in Commissione, dopo aver perso tanto tempo in modo ingiustificato».

Così Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, consiglieri regionali del Partito Democratico, tornano a sollecitare il provvedimento, come han fatto le associazioni degli agricoltori «per stoppare le speculazioni che sono aumentate grazie al vuoto normativo, permettendo di consumare altro terreno in una regione che da anni è ai vertici nazionali. In realtà sarebbe sufficiente seguire alla lettera quanto stabilito dal Ptrc che indica come  luoghi prioritari le aree degradate da attività antropiche come cave, siti industriali e discariche. A cui aggiungere, prima di ‘mangiare’ suolo agricolo, tetti di edifici, case e capannoni. Non possiamo permettere di distruggere la poca campagna che ancora resta, trasformando la necessità di investire in energie rinnovabili, in un business speculativo. E la maggioranza deve darsi una mossa, facendo pace con se stessa. Lo scorso anno, a marzo, è stato presentato il Pdl 41 primo firmatario il collega Bet poi ritirato e sostituito il 20 settembre dal Pdl 97 dello stesso consigliere, con un ampio elenco di aree non idonee alla realizzazione degli impianti, da quelle agricole interessate da determinate produzioni ai siti Unesco, solo per fare alcuni esempi. Ma ancora, nonostante gli annunci e la contemporanea indignazione della maggioranza, non siamo approdati a niente».

Giovanni Zorzi e Matteo Favero, rispettivamente segretario del Pd di Treviso e responsabile Ambiente e Agricoltura provinciale, concludono: «Lo ripetiamo da mesi, con il buon senso di chi, nonostante le numerose iniziative di contrarietà rispetto alle scelte regionali, ha visto piano piano stravolgere e consumare il territorio veneto e il suo prezioso paesaggio. Diciamo sì alle rinnovabili su tetti, edifici pubblici, cave, capannoni agricoli e industriali e aree dismesse: questa per noi è una soluzione che permette subito e senza ambiguità di centrare gli obiettivi nazionali sulle fonti di energia rinnovabile, la lotta al caro bollette e all’inquinamento. Ribadiamo invece un secco no al fotovoltaico su suolo agricolo, peraltro promosso non da agricoltori ma per la quasi totalità da società finanziarie create ad hoc. L’idea di vedere le colline patrimonio dell’Unesco ricoperte da pannelli fotovoltaici è semplicemente agghiacciante: Zaia e Caner cosa ne pensano? Noi riteniamo che si debba agire con urgenza e che la proposta di legge regionale per le aree idonee e non idonee all’ubicazione di modulo fotovoltaici a terra sia una grande occasione per concorrere ad un buon lavoro comune in consiglio regionale. Basta solo avere coraggio, così come chiedono Cia e Coldiretti».

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