Fratelli d'Italia e Gioventù Nazionale insieme per commemorare Borsellino a Treviso

Tommaso Razzolini, vicesindaco di Valdobbiadene: «Da sempre, prima da militanti politici e poi da amministratori locali, ci battiamo per una cultura di legalità, fa parte del nostro dna»

I militanti di fronte al Tribunale di Treviso

Gli amministratori e militanti di Fratelli d'Italia Treviso e Gioventù Nazionale Treviso, domenica mattina, hanno voluto commemorare il giudice Paolo Borsellino, la sua scorta e tutte le vittime di mafia davanti al Palazzo di Giustizia di Treviso per sottolineare l'importanza della lotta alle mafie e la propria vicinanza alle forze dell’ordine e ai giudici che quotidianamente contrastano il proliferare di ogni forma di delinquenza, comune ed organizzata.

«Da sempre, prima da militanti politici e poi da amministratori locali, ci battiamo per una cultura di legalità, fa parte del nostro dna. Ricordo a tutti che il nostro compianto Giorgio Almirante diceva una cosa assolutamente condivisibile e attualissima: Un ladro va messo in galera. Se il ladro è uno dei nostri deve avere l’ergastolo - ha affermato Tommaso Razzolini, vicesindaco di Valdobbiadene e candidato alle Elezioni Regionali nelle liste di Fratelli d’Italia - Paolo Borsellino è un eroe nazionale e come tale abbiamo il dovere di ricordarlo, non solo il 19 luglio, ma ogni giorno della nostra vita, non solo a parole ma con fatti concreti. Il suo esempio ha ispirato intere generazioni e il suo coraggio deve essere di esempio per tutti sopratutto per chi rappresenta le Istituzioni».

Presente alla commemorazione anche il Capogruppo di Fratelli d’Italia e nel consiglio comunale di Treviso, Davide Visentin: «Paolo Borsellino è stato molte cose, un giudice integerrimo, un patriota e soprattutto un grande uomo con un forte senso di legalità e di amore per la giustizia: Fratelli d'Italia ha già chiesto l’istituzione di una commissione d'inchiesta per appurare la verità sull’attentato di via D'Amelio e noi, a partire da Treviso, passando per Valdobbiadene e arrivando a Montebelluna, vogliamo far sì che non vengano mai dimenticati i suoi insegnamenti e abbiamo deciso quindi di presentare una mozione da condividere con tutti i nostri amministratori anche di altre città per richiedere l’istituzione di una Via a suo nome nei nostri territori».

Importante anche la partecipazione, organizzatori del flash mob, di Carlo Alberto Correale e di Erika Fischer, entrambi appartenenti a Gioventù Nazionale, in quanto chiaro segnale del fatto che anche le nuove generazioni sono sensibili al tema: «Quando, assieme all’Esecutivo di Gioventù Nazionale, abbiamo preso la decisione di svolgere questa commemorazione in onore di Paolo Borsellino» ha affermato Correale «sono subito stato favorevole: sono cresciuto in una famiglia di ufficiali dell’Esercito e carabinieri dove il senso del dovere, l'onestà e lo spirito di servizio sono valori fondanti. Per questo sento che in ogni giovane vive un potenziale Paolo Borsellino e ognuno di noi ha il dovere di coltivarlo».

Erika Fischer, referente di Gioventù Nazionale in provincia di Treviso, si dice soddisfatta per l'evento in memoria del giudice: «È un segnale importantissimo. Ci sarebbe piaciuto essere a Palermo per rendere omaggio ad un uomo retto assassinato ingiustamente dalla mafia, ma abbiamo pensato che avrebbe avuto maggior valore essere presenti a Treviso, così da rendere il segnale ai giovani ancora più forte e vicino alla loro sensibilità. Ci troveranno sempre qui a promuovere una cultura di legalità e ad affermare, con l’esempio e con i fatti, che la mafia e’ una montagna di merda” ha concluso.

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