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Fratelli d'Italia e Partito Democratico uniti per il futuro del fotovoltaico nella Marca

Il consigliere regionale Razzolini: "Si investa ancora di più sul fotovoltaico sui tetti oppure sui capannoni dismessi. Le energie rinnovabili devono essere incentivate e sostenute"

Il consigliere regionale Tommaso Razzolini del gruppo consiliare Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni, interviene sul tema della sottrazione di terreno agricolo per la sistemazione a terra di pannelli fotovoltaici in Veneto. “Desidero esprimere in modo chiaro - dichiara il consigliere Razzolini - la mia posizione contraria alla sottrazione di terreno agricolo e forestale per la sistemazione a terra di pannelli fotovoltaici. Una posizione condivisa da tutto il gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia. Questi progetti rischiano di favorire l’abbandono dei terreni fondamentali per il settore primario della comunità a vantaggio di grandi investimenti e interessi per poche aziende”.

“In tal senso il progetto di legge 41 va migliorato e presenteremo degli emendamenti. Si investa ancora di più sul fotovoltaico sui tetti - continua Razzolini - oppure sui capannoni dismessi nelle aree industriali. Le energie rinnovabili devono essere incentivate e sostenute, ma è inaccettabile permettere di consumare centinaia di ettari di suolo agricolo e forestale in Veneto. Proprio il consumo di suolo costituisca una ferita per l’agricoltura, l’ambiente e il paesaggio. Oltre a rappresentare uno schiaffo morale ai nostri agricoltori, giovani in particolare, che desiderano investire in coltivazioni e allevamenti ma che sono costretti a rinunciare al loro sogno imprenditoriale per mancanza di terreni. In una terra di eccellenza per il settore agroalimentare - chiosa Razzolini - quale è il Veneto, il paesaggio agricolo è un patrimonio di tutti che merita di essere preservato e tutelato. Da consigliere regionale non posso sottrarmi a questo impegno”.

Il commento del PD

“Per raggiungere in Italia l'obiettivo del 30% di energia elettrica da fonti rinnovabili previsto dal Piano Nazionale Clima Energia entro il 2030 serve aumentare gli impianti di produzione. Ma questo non significa certo consumare, ad esempio per quanto riguarda il fotovoltaico a terra vecchia maniera, il poco suolo rimasto libero in Veneto. Per questo, anche dopo il clamore della vicenda di Loreo, anche nella Provincia di Treviso diciamo no a nuovi impianti di fotovoltaico su suoli agricoli, come nel caso ipotizzato a Casier. Diciamo invece sì alle rinnovabili su superfici già occupate dal cemento o in disuso. Nella Marca, come in tutta la regione, abbondano le aree industriali dismesse, l'amianto, i solai di edifici pubblici da convertire in spazi di produzione elettrica dal sole. Infine, c'è poi anche tutto il tema della rigenerazione degli impianti di energia rinnovabile costruiti decenni fa sulla cui ristrutturazione è possibile creare anche nuovi posti di lavori qualificato. Come sui progetti di poli logistici di Casale sul Sile e Roncade, il problema di Cava Morganella, le grave di Ciano non ci aspettiamo purtroppo grande coraggio dai leghisti in regione, che, divisi, non si esprimono e temporeggiano, ma i veneti hanno già capito che chi investe sull'ambiente ricava di più, esporta di più, crea più posti di lavoro”. Lo afferma Matteo Favero, Responsabile Ambiente e Agricoltura del PD Provincia di Treviso.

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