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Reliquie rubate a Colle Umberto, Zaia: "E' un gesto molto grave"

Il presidente del Veneto si augura che i responsabili del furto vengano presto assicurati alla giustizia: "A don Arnaldo e ai fedeli va tutta la mia solidarietà"

È un gesto che non ha giustificazioni". Questo il commento del presidente della Regione Luca Zaia alla notizia del furto di reliquie avvenuto nella chiesa di San Martino, a Colle Umberto, la notte tra il 19 e il 20 gennaio.

L'episodio, ha proseguito Zaia, "lascia esterrefatti perché non si capisce come si possa compiere un tale sacrilegio, che va a ferire, nel profondo, un’intera comunità. La mia solidarietà va a don Arnaldo e a tutti i fedeli che frequentano questa chiesa e mi auguro che si trovino presto i colpevoli di questa azione senza senso”.

Non si tratta di un semplice furto – ha sottolineato il Governatore – ma chi si è macchiato di tale infamia è andato a colpire uno dei valori fondamentali di questa comunità, ovvero quel legame con il cristianesimo, che è incardinato nel dna di chi vive in questi territori e che trova un preciso riferimento anche nello Statuto del Veneto. Per questo i colpevoli una volta individuati dovranno chiedere scusa a don Arnaldo e a tutta la comunità per quello che hanno fatto”.

“Sono certo – ha concluso Zaia – che le forze dell’ordine sono già al lavoro per trovare i responsabili di questo atto vile e, come sempre, sapranno operare con professionalità e competenza. Li ringrazio fin da ora per quanto faranno e mi auguro che presto sia fatta chiarezza su questa vicenda, che tocca da vicino la sensibilità di un’intera comunità”.

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