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Gestione rifiuti, le liberalizzazioni non puniscano i servizi pubblici efficienti

Il decreto "Crescitalia" del Governo Monti potrebbe minacciare la gestione dei rifiuti pubblica di nove società partecipate venete campioni d'efficienza. Zanoni (IdV): “Le privatizzazioni non devono mortificare il pubblico che funziona”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrevisoToday

“Le eccellenze venete nella gestione dei rifiuti vanno protette ed incentivate”, lo afferma Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, con riferimento alle nove società partecipate (Etra, Consorzio Priula, Consorzio TV Tre, Contarina spa, Bellunum, Ponte Servizi, Ecogest Polesine e Consorzio smaltimento RSU Rovigo) minacciate dal decreto "Crescitalia" del Governo Monti secondo il quale dall'anno prossimo i servizi di gestione rifiuti dovranno obbligatoriamente essere appaltati tramite bando di gara.

“Paradossalmente per migliorare l'efficacia e l'efficienza dei servizi locali, si rischia di affossare quelli pubblici che già oggi funzionano e sono un vero vanto nazionale”, continua Zanoni. “Svendere sul mercato qualsivoglia servizio pubblico costituisce una mossa indiscriminata di miopia amministrativa che flagella ingiustamente un esempio virtuoso per tutto il Paese”. Le nove società partecipate da anni confermano il Veneto in testa alle classifiche nazionali per l'efficacia e l'economicità della raccolta e della gestione dei rifiuti (fino al 70-80 per cento di raccolta differenziata) in un bacino di 170 Comuni e 1.200.000 utenti. Nel caso di Ponte delle Alpi, si tratta addirittura del due volte premiato Comune più “riciclone” d’Italia, classifica promossa nel 1994 da Legambiente.

“Privatizzare non sempre è la soluzione migliore. Così facendo si cade nell'errore di demonizzare il pubblico come un sistema di gestione inefficiente per principio”, attacca l'Eurodeputato. “Ritengo fondamentale, invece, valorizzare quelle esperienze pubbliche che hanno dimostrato negli anni, con il lavoro e i risultati, di essere non solo all'altezza del compito loro affidato ma di poter addirittura fare scuola in tutta Italia”.

“Per questo motivo appoggio al cento per cento la richiesta delle società partecipate di modificare il decreto "Crescitalia" per consentire la gestione pubblica dei servizi cosiddetti "in house" quando si verificano alcune condizioni di risultato”.  Nello specifico Zanoni appoggia le cinque clausole individuate da Stefano Svegliado, presidente di Etra e portavoce delle altre società partecipate: 1) le società chiudono i bilanci in utile; 2) reinvestono nel servizio almeno l'80% degli utili; 3) applicano tariffe e raggiungono costi operativi annui inferiori alla media di settore; 4) raggiungono gli obiettivi in anticipo rispetto alle scadenze stabilite dalle norme di settore; 5) questi risultati gestionali siano periodicamente verificati dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

“Alla gestione pubblica va data priorità sempre, soprattutto quando si tratta di servizi che funzionano”, conclude l'Eurodeputato.

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