Giovanni Zorzi si candida alla segreteria provinciale del Partito Democratico

Zorzi, 39 anni, lavora per Fondazione Ca' Foscari tenendo le relazioni fra ricerca e imprese. Ampio il fronte che lo sostiene e già oggi annovera numerosi sindaci, giovani e segretari di circolo

CASTELFRANCO VENETO Giovanni Zorzi, consigliere comunale e segretario del Partito Democratico di Castelfranco Veneto, è candidato alla segreteria del Partito Democratico della provincia di Treviso.

Zorzi, trentanove anni, lavora per Fondazione Ca' Foscari tenendo le relazioni fra ricerca e imprese. Ampio il fronte che lo sostiene e già oggi annovera numerosi sindaci, giovani e segretari di circolo. “Tante sono le ragioni che animano la mia candidatura. Innanzitutto la fiducia di un gruppo di persone che ha riconosciuto nel mio lavoro come segretario di circolo lo spunto per cercare di dare nuova linfa al nostro Partito. In questi anni ho avuto l'onore di lavorare per un grande circolo come quello di Castelfranco Veneto: abbiamo sperimentato l'importanza di coniugare una storia che ha radici profonde con l'entusiasmo di tante persone che si sono avvicinate mosse da una sincera vocazione civica. Confrontandomi ogni giorno con i militanti, sento che la priorità per il nostro Partito provinciale è quella di restituire passione e dignità alla nostra comunità. Non possiamo nasconderci che la mancanza di dibattito e di confronto e di conseguenza l'assenza di una linea chiara di fronte alle sfide più significative che si sono presentate negli ultimi anni ha generato confusione e disorientamento in chi crede in un progetto alternativo ai populismi. Dobbiamo rivendicare la fatica dell'ascolto nei territori e soprattutto l'orgoglio di tenerci stretti i nostri valori di fronte alle derive rabbiose che finiscono per alimentare e non ricomporre le ferite sociali che hanno colpito il Veneto.

Sono convinto che sia urgente mettere il Partito Democratico nelle condizioni di risposte serie e credibili alle fortissima domanda di protezione che viene dai cittadini: questo può avvenire solo se siamo tutti consapevoli che la nostra principale ricchezza è da una parte la pluralità di culture, biografie, sensibilità che siamo in grado di esprimere al nostro interno, dall'altra l'apertura alle tante risorse civiche che si sentono oggi senza rappresentanza. Penso alle energie migliori del mondo della scuola, dell'impresa, dell'artigianato, dell'Università che non posso rassegnarsi ad una società veneta autoreferenziale, proiettata su se stessa e senza una visione di futuro. Il Partito Democratico è un prezioso patrimonio al servizio del nostro territorio. Dobbiamo ritrovare l'umiltà dell'ascolto, il coraggio della buona politica. Voglio un Partito che sappia essere comunità, che sappia tornare ad essere voce autorevole nell'opinione pubblica, che non rinunci alla vocazione di ascoltare e cambiare la società in cui presta servizio”. 

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