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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica Revine Lago

Revine Lago revoca il divieto di usare erbicidi: «Scelta incomprensibile»

Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, consiglieri regionali del Partito Democratico, esprimono “contrarietà e preoccupazione” per la decisione dell’amministrazione comunale

«Il sindaco di Revine va indietro come i gamberi. La revoca del divieto di uso di erbicidi sul territorio comunale è incomprensibile e pericolosa, speriamo in un ripensamento dell’ultima ora: il glifosato, il cui utilizzo è aumentato di 15 volte negli ultimi 25 anni, ha già fatto troppi danni. Le alternative ci sono». Lo affermano Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, consiglieri regionali del Partito Democratico, esprimendo “contrarietà e preoccupazione” per la decisione dell’amministrazione comunale di Revine Lago, pronta a modificare il regolamento di Polizia rurale che vieta l’impiego di erbicidi in tutto il territorio.

«Siamo totalmente d’accordo con i consiglieri della civica Insieme per un "Bel Comune" e con il "Comitato Marcia Stop Pesticidi" e aderisco al loro appello, dove invitano tutti i sindaci trevigiani e bellunesi a bandire l’uso di questo erbicida nei propri Comuni. Le alternative esistono, molte amministrazioni stanno utilizzando con successo il pirodiserbo. Quella di Revine è una retromarcia ‘fuori dal tempo’ come se non dovessimo fare i conti con l’emergenza ambientale e climatica, come ci ricordano i giovani del Fridays For Future, Papa Francesco con la sua enciclica Laudato Si’ e non ultima l’Unione Europea, che ha tra gli assi portanti del Next Generation Eu la transizione energetica ed ecologica. C’è poi il tema non certo secondario della salute, che chiama in causa proprio il glifosato: negli Stati Uniti la Bayer è stata condannata e ha patteggiato un risarcimento complessivo da 10,5 miliardi di dollari per quasi centomila azioni legali sul Roundup, il  diserbante al glifosato della Monsanto accusato di causare il cancro. L’Ue ha deciso di proibire questo erbicida da dicembre 2022, ma qualche regione si è già portata avanti, ad esempio Calabria e Toscana. Zaia, invece, si è limitato ad applaudire l’autoregolamentazione dei consorzi».

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